Scoprire nuovi sentieri mi crea una sensazione adrenalinica in corpo.
Posso paragonarmi ai miei cani, quando iniziano a sentire nuovi odori ed iniziano a scorazzare a destra e a sinistra, non sapendo bene su cosa concentrarsi per prima…
Solo che, io non vado di naso, ma con la vista cerco sempre nuovi paesaggi da poter fotografare.

Sono fortunata a vivere a Lugano, dove per ogni cima raggiunta, una vista mozzafiato ti ripaga della fatica fatta tra boschi e sentieri oscurati dalla boscaglia, per poi aprirsi su ogni angolo del Ceresio.

Ieri ero a casa dal lavoro (quanto amo avere i giorni di libero in settimana) e pensavo ad un Monte su cui non ero ancora stata, così ho aperto la mia bellissima applicazione sullo Smartphone (TerraMap, una bomba ve lo assicuro) ed ho iniziato a “guardarmi intorno.

Bene, ho caricato Argo e Naira in macchina, mi sono munita di tutto ciò che avrei avuto bisogno (sacchettini per gli escrementi e qualche bel premio in caso avessero fatto i bravi) e via, sono partita alla volta di Sonvico.
Ho posteggiato all’autosilo comunale (2 ore e mezza ed ho pagato CHF 1.50) ed ho senguito i cartelli per la Chiesta di San Martino.

(Per questo itinerario, si possono scegliere due vie, siccome mi avevano parlato di questa Chiesta, volevo vederla.)

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Passata la Chiesa, si continua il sentiero nel bosco, si superano le Baite situate subito dopo per arrivare al pascolo delle bellissime mucche scozzesi.

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Arrivati a questo punto, sicuramente vi sarete persi (come me) perchè le mucche hanno ben deciso di far sparire ogni traccia del sentiero (e non vi dico come) così, salirete sulla roccia che vedrete davanti a voi munita di una fantastica panchina. Si, ho detto fantastica perchè questa passeggiata ha un dislivello di circa 200 metri, tutti tra Sonvico e la panchina, ma sarete talmente eurofici di scorgere un pezzettino del Ceresio, farete tutto “quasi” a corsa!

Dalla fantastica panchina, si vedrà la croce, segno che si è arrivati alla cima del Monte Roveraccio.

IMG_5191(Questa panchina non la noterete nemmeno, perchè sarete incantati dal paesaggio)

Dopo le solite fotografie di rito, si può proseguire l’itinerario seguendo la segnaletica per Sonvico, dove potete decidere se soffermarvi a Madonna d’Arla oppure tornare subito indietro.
Noi siamo arrivati fino a Madonna d’Arla ma purtroppo, lo Smartphone dal freddo, ha deciso di non voler più fare fotografie… Questo freddo (poco) siberiano l’ha ucciso e mi son vista costretta a fare la passeggiata senza tecnologia (che peccato!)

Questa passeggiata è fattibile in un’ora e mezza senza neve, con neve e ghiaccio calcolate almeno 2 ore e mezza circa.