Tipologia
Type of hike
Lineare
Linear
Lunghezza
Lenght
10.5 km
Dislivello in salita
Difference uphill
1’100 metri
1’100 meters
Tempistica (senza pause)
Timing (without breaks)
04h30 circa/more or less
Acqua
Water
Una fontana alla partenza.
Per i cani sono presenti diversi ruscelli.

A fountain at the start. For dogs, there are several streams.

È domenica sera e ieri ho partecipato ad una gara di trail running in valle Bedretto, da Ossasco alla diga del Naret. Ogni volta che partecipo ad una gara mi sento un po’ in colpa verso Mia, anche se lei è ben felice di riposare una volta tanto.

Sto quindi già pensando a dove portarla il prossimo week end. Ad un certo punto l’illuminazione. Torno in valle Bedretto insieme a lei, ma in un posto che, ammetto, ho scoperto soltanto quest’anno grazie a varie recensioni: il Chüeboengletscher!

Subito monta l’entusiasmo che viene però in un attimo smorzato dalle previsioni meteo.
La prossima settimana sarà l’ultima con clima estivo – fantastico!-, ma soltanto fino a venerdì – noooo!! e ora che si fa?- .
La voglia di vedere quel paradiso è troppa, per cui decido in una frazione di secondo, prendo un giorno di libero da lavoro e ci vado venerdì!

Arriva venerdì e alle 07:00 parto da Pregassona direzione All’Acqua, luogo di partenza di questa escursione. Oggi per una volta niente corsa, niente trail, niente allenamento. Voglio solo godermi il paesaggio splendido e la compagnia di Mia.

Lasciata l’auto al parcheggio del Ristorante All’Acqua, proprio come il paese, prendiamo il sentiero subito dietro lo stesso, direzione capanna Piansecco.

Prima parte direi decisamente agevole, nel bosco, con dislivello leggero e costante. Mia è ben felice di perlustrare con il suo nasone ogni angolo del bosco.

Arrivati alla capanna Piansecco finisce il sentiero ufficiale ma niente paura, la via è comunque ben segnata. Le strade che potete percorrere sono due.

1. Svoltare a sinistra in direzione Lago delle Pigne e poi a destra prima di questo ponticello di legno

Troverete un grosso masso con la scritta “Gerenpass” un po sbiadita, ma ben visibile

2. Direttamente dietro la capanna,via segnata da bollini di vernice blu.

Ad un certo punto i due sentieri si congiungono, pertanto non vi è grande differenza tra una scelta e l’altra. Noi abbiamo fatto all’andata la 1 e al ritorno la 2, così per non annoiarsi.

Continuiamo a salire, il dislivello aumenta ma nessuna difficoltà sul tragitto. Il posto è magico, sembra di essere su un altro pianeta. Inoltre essendo venerdì c’è pochissima gente in giro.

Proseguendo la salita giungiamo al rudere del Bivacco Cassina Baggio, quota 2305 m.
Perbacco abbiamo già fatto 730 m di dislivello e neanche ce ne siamo accorti, potere della bellezza del luogo che ti distrae dalle fatiche.

Da qui in poi il discorso cambia completamente, il sentiero non esiste più ma si prosegue tra grossi massi tipo questi:

seguendo sempre i bollini blu di vernice, davvero evidenti:

Una nota per chi vuol salire con il cane: Mia è abituata a camminare in posti così ed è molto agile e alta, ma nonostante ciò un po’ mi ha maledetto. Ritengo quindi sia giusto dire che non sia fattibile per tutti i cani, in quanto in alcuni punti le rocce sono molto grandi e instabili. Ma lascio a voi il giudizio.

Superata questa parte eccoci giunti nell’erto tratto finale. Circa 300 metri di dislivello su pietraia abbastanza instabile, ma comunque fattibile da tutti e senza nessun punto esposto.

Qualcuno arrivato a questo punto, potrebbe pensare ma chi me l’ha fatto fare, ma fidatevi è molto peggio a vederlo che a farlo. Pertanto zaino in spalla e si sale a tutto gas.

Seguiamo la traccia senza nessun problema, arriviamo a “scavallare” e sorpresa… il lago non c’è!

Bisogna salire un altro po’. Da qui non vediamo più neanche gli ormai famosi bollini blu, ma qualche ometto di sasso e l’evidenza del percorso ci fa raggiungere il lago senza nessun problema.

Una volta arrivati vi mancherà il fiato, non per la salita, ma per la magnificenza di questo posto, direi surreale.

È uno dei posti più belli che abbia visto in vita mia, vorrei bloccare il tempo e restare qui senza preoccuparmi di sentirlo trascorrere.

C’è anche il rovescio della medaglia però, il laghetto senza neanche un iceberg non è un buon segno. Purtroppo come tutti i ghiacciai sta subendo inesorabilmente l’effetto del surriscaldamento globale.

Tornando a noi, Mia che solitamente adora l’acqua e non manca occasione per farsi un tuffo, qui neanche ci si avvicina. Direi per fortuna, visto che la temperatura dell’acqua è di circa 1,5 gradi.

Il cielo si sta annuvolando e, dopo che Mia ha contemplato ancora un po’ il ghiacciaio iniziamo a scendere.

La discesa va fatta sul medesimo tracciato della salita, pertanto non mi dilungherò. Dico solo di fare un minimo di attenzione sulla pietraia in quanto un po’instabile e scivolosa, ma anche in questo caso nulla di chissà che complicato.

La giornata ci regala un’ultima meraviglia: uno stambecco di vedetta ci fissa in lontananza.

Giunti alla capanna Piansecco, e visto che oggi non siamo in modalità allenamento, ci fermiamo per una bella birra fresca.

Il personale è giovane e davvero gentile, mi ha fatto piacere vedere che qui di gente ce n’era eccome.

È stata una bellissima escursione, che mi ha riempito di energia positiva. Un posto davvero magico che consiglio a quelli che se la sentono. Potrebbe non essere semplice per tutti, son pur sempre 1100 m di dislivello in soli circa 5 km di salita!

Io e Mia ci siamo ripromessi di tornare tra qualche settimana, quando il lago comincerà ad essere ghiacciato.

“L’estate cancella i ricordi proprio come scioglie la neve, ma il ghiacciaio è la neve degli inverni lontani, è un ricordo d’inverno che non vuole essere dimenticato.”

P. Cognetti

Alla prossima escursione.
Marco & Mia