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Tipologia
Type of hike
Lineare
Linear
Lunghezza
Lenght
18.3km
Dislivello in salita
Difference uphill
1845metri
1845meters
Tempistiche (senza pause)
Timing (without breaks)
6h-8h a dipendenza del passo
6h-8h depending on the pitch
Mezzi di trasporto
Public trasportation
Con il treno fino a Bellinzona o Thusis.
Dalle due località partono autopostali ogni ora con destinazione Cama. Nel paese di Cama si devia dalla strada principale su una stradina. Attenzione la deviazione è segnalata solo con un piccolo cartello giallo di escursione “Val Cama – Lago di Cama”. La via conduce sul ponte della Moesa e dell’autostrada fino alla frazione di Ogreda.

By train to Bellinzona or Thusis. Postbuses depart every hour from the two locations to Cama. In the village of Cama you turn off the main road onto a small road. Attention: the detour is only marked with a small yellow excursion sign “Val Cama – Lago di Cama”. The road leads over the Moesa bridge and the motorway to the hamlet of Ogreda.

Parcheggio
Car parking
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Bambini
Children
Fino al lago di Cama direi di si, con molte pause ma fattibile. Oltre non adatta sia per il forte dislivello che per la pendenza.
Up to the lake of Cama I would say yes, with many breaks but doable. Besides not suitable for both the steep and steep slopes.
Acqua
Water
Per i cani acqua praticamente ovunque, tra riale di Sambrog e i due laghi. Per voi 2 fontane nella prima parte e basta, consiglio di portarsela.

For dogs, water practically everywhere, between the Sambrog river and the two lakes. For you 2 fountains in the first part and that’s it, I recommend taking it with you.

Ci sono giorni in cui mi sveglio con l’unico desiderio di isolarmi su una cima solitaria. L’unica compagnia che voglio è quella di Mia. Mi succede solitamente dopo un periodo, una settimana o anche solo una giornata particolarmente stressanti. Ecco oggi è uno di quei giorni.

Per questa ragione ho quindi deciso di andare a vedere l’isolatissimo LAGO DI CAMA. No, non ho sbagliato a scrivere, esattamente lui, il lago più visitato alle nostre latitudini.

Tranquilli non sto delirando, in realtà si tratta soltanto di una meta di passaggio per raggiungere la nostra vera destinazione odierna, ovvero il lago Sambrog, lui si decisamente isolato.

Partenza di buon mattino, ma neanche troppo, perché la salita sarà lunga e faticosa. Per cui ore 08,00 siamo al parcheggio gratuito di Ogreda.

In merito alla salita fino al lago di Cama non mi dilungo, in quanto già recensita egregiamente da Stephanie sul blog, Vi lascio solo una nota personale: il lago è davvero meraviglioso e con l’autunno lo è ancora di più. Inoltre con mia enorme sorpresa non ho incontrato che una persona sulla via e nessuno al lago.

Breve sosta, foto social di rito sull’iconica altalena e ripartiamo, siamo circa a metà dei 1845 m di dislivello che ci aspettano.

Sulla riva sinistra del lago si incontra questo enorme cartello, impossibile non vederlo

Il percorso inizia con un bel guado a ridosso della cascata che scende direttamente dal Lago Sambrog. Nulla di complicato ma i piedi ve li bagnate di sicuro, a meno che non siate più bravi e equipaggiati di me e abbiate scarpe in Gore-Tex.

Superato questo primo piccolo ostacolo, iniziamo a salire lungo una bella serpentina nel fitto bosco. Il mio pensiero attuale è che probabilmente quando è stata inventata la parola “ripido” si riferivano proprio a questo sentiero. Invidio Mia che ha il 4×4.

Ci sono anche dei vantaggi però, si prende quota molto velocemente e la vista si fa sempre più affascinante.

Senza che il sentiero spiani mai raggiungiamo il Rifugio Alp d’Albion a quota 1600m, per scoprire che avremmo dovuto girare a destra leggermente prima. Sento ancora i ringraziamenti di Mia per questo allungo (pochissimi metri).

il cartello è stato tolto ma il sentiero è comunque segnato.

Non ci fermiamo e continuiamo la salita, ancora nel bosco e sempre bella ripida, fino al Rifugio Alp Vecc, 1794m. Lo stesso è sempre aperto e con 6 posti letto.

Non sono solito fermarmi prima di essere arrivato a destinazione, ma questo rifugio è così carino che non posso non farlo. Inoltre Mia esige un breve pit stop dopo 1500 m di dislivello, ci sta.

Finita la pausa si parte per l’ultimo strappo, o così almeno credevo. In breve tempo usciamo dal bosco e, neanche a dirlo, il sentiero è sempre più in piedi. Ammetto che la stanchezza inizia a farsi sentire, Mia però non molla e anzi mi spinge a non rallentare troppo.

Giungiamo quindi all’Alp Sambrog ma del lago non c’è traccia.

Mia lo cerca dentro il rifugio.

Un cartello sentieristico indica ancora 20 minuti al lago sulla destra ma, aggirando il rifugio, troviamo questa indicazione:

la quale ci fa scoprire una via direttissima. Ripida, tanto per cambiare oggi, ma molto veloce e in neanche 10 minuti ci siamo.

Ecco a voi il Lago di Sambrog (2076 m), adagiato ai piedi dell’omonimo Pizz de Sambrog e del Piz de Cressim:

Dopo aver macinato 1845 m di dislivello in 2 ore e 45 minuti la visione di questo posto splendido ci ripaga di tutto lo sforzo ed in un attimo la fatica è dimenticata.

Inoltre non c’è anima viva, siamo completamente soli io e Mia, ed è esattamente ciò di cui avevo bisogno per ritrovare l’equilibrio e la serenità. Scopro inoltre che qui c’è un eco pazzesco, quale occasione migliore per lanciare un bel urlo liberatorio?

Ora un po’ di meritato riposo, ci godiamo il paesaggio ed il silenzio soddisfatti. La temperatura è gradevolissima e il sole splende. Lei come suo solito riposa forse 3 minuti e si rimette nuovamente in piedi per esplorare tutto ciò che ci circonda.

È il momento di svelarle che, per tornare a casa, dobbiamo fare a ritroso la stessa strada. Ed ecco la sua risposta:

Sei serio?

Visto che si tratta di un percorso lineare ho poco da aggiungere sul rientro. Un consiglio però ci tengo a darlo. I bastoncini qui sono d’obbligo. So di ripetermi ma la ripidità sommata al terreno quasi sempre bagnato potrebbero portare a delle belle scivolate.

Ritornati al lago di Cama ci concediamo un’altra sosta, visto che all’andata non ne abbiamo goduto la bellezza. Mi distraggo giusto un secondo e….

Mia non sa resistere all’acqua!

È stata una escursione magnifica, impegnativa ma gratificante. I colori autunnali non hanno eguali secondo me, rendono tutto simile ad un enorme tela dipinta con migliaia di colori.

Spero che questa escursione vi sia piaciuta e, se si, fatecelo sapere e sentitevi liberi di condividerla. Se invece non vi è piaciuta, sentitevi pure liberi di tenervelo per per voi;)

Alla prossima.

Finché ci sarà l’autunno, non avrò abbastanza mani, tele e colori per dipingere la bellezza che vedo.

As long as autumn lasts, I shall not have hands, canvas and colors enough to paint the beautiful things I see.

Vincent van Gogh