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Tipologia
Type of hike
Lineare
Linear
Lunghezza
Lenght
17.4 km
Dislivello in salita
Difference uphill
1541metri
1541meters
Tempistiche (senza pause)
Timing (without breaks)
5h-6h a dipendenza del passo
5h-6h depending on the pitch
Mezzi di trasporto
Public trasportation
Bus FART 315 da Locarno a Bignasco
ATTENZIONE: Bus da Bignasco a Foroglio solo da aprile a ottobre

Bus FART 315 from Locarno to Bignasco
ATTENTION: Bus from Bignasco to Foroglio only from April to October
Parcheggio
Car parking
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Bambini
Children
Consigliatissima fino a Calnegia, oltre meglio di no, troppo ripido.
Highly recommended up to Calnegia, beyond better not, too steep.
Acqua
Water
A Foroglio e Puntid ci sono fontane a disposizione per tutti, oltre ci sono le cascate (io ci ho bevuto).
In Foroglio and Puntid there are fountains available for everyone, beyond there are the falls (I drank them)
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Lo dico subito… Amo la Valle Bavona, è la mia preferita in assoluto. Così dura e selvaggia regala paesaggi spettacolari ad ogni angolo. Inoltre la sua storia racconta di un passato duro, e di come l’uomo abbia dovuto e sia riuscito ad adattarsi a condizioni estreme.

Ne sono un esempio i famosi prati pensili, piccoli orti coltivati sui massi, visto che circa il 70% del suolo risultava improduttivo.

Mi fa piacere segnalare questo progetto volto al recupero di detti prati prensili, messo in atto dalla fondazione Valle Bavona. https://www.bavona.ch/it/recupero-prati-pensili

e per chi fosse interessato alla storia di questa valle, consiglio la lettura del libro “il fondo del sacco” di Plinio Martini.

Ma passiamo all’escursione di oggi, che sarà abbastanza impegnativa. È parecchio tempo che voglio raggiungere i laghi della Crosa, ma ogni volta è sopraggiunto un imprevisto. Oggi finalmente è la giornata giusta.

Partiamo dallo splendido Borgo di Foroglio, ai piedi della maestosa cascata. È davvero imponente e ti fa subito capire che qui è la natura selvaggia che comanda:

L’inizio è soft, risaliamo il sentiero che costeggia la cascata fino al bellissimo maggengo di Puntid. È davvero un luogo affascinante, e risulta impossibile non fermarsi ad ammirarne il ponte romano:

Qualche foto e si riparte, anche oggi l’escursione non è corta e abbiamo fatto ancora pochissima strada.

Per raggiungere Calneggia si prosegue costeggiando lo splendido fiume omonimo, dal colore veramente suggestivo e, con nostra sorpresa, siamo praticamente in pianura!

Il ché non è una cosa positiva, perché significa che i 1500m di dislivello saranno belli concentrati nella seconda parte.

Ed in effetti, una volta superato il nucleo di Calneggia, dove Mia si è divertiva ad esplorare l’esterno di ogni casetta il discorso cambia completamente

e la valle ci fa capire che oggi non ci regalerà niente. Zero compromessi, da qui infatti inizia quella che ho soprannominato “la scalinata della morte”.

Piccola premessa: io ho fatto 2 volte la stairways to heaven, la corsa vertical sulla scalinata della funicolare del Ritom, quindi tutto sommato pensavo di essere preparato agli scalini. Ecco appunto forse agli scalini ma agli scaloni della Val Bavona decisamente meno.

Ma non ci lasciamo intimidire forza, un passo dopo l’altro senza troppi pensieri e si sale. Mia oggi è davvero in forma e mi sprona a non lamentarmi troppo.

Inoltre siamo circondati da bellezza: i colori dell’autunno, cascate ad ogni angolo e vera natura selvaggia. Ad aumentare poi il senso di “wildlife” il fatto che non ci sia anima viva in giro.

Dopo aver superato la prima moltitudine di gradoni in sasso, attraversando paesaggi a dir poco spettacolari, raggiungiamo l’Alpe di Formazzöö – Gradisc a quota 1703 m, dove prendiamo la deviazione verso destra, seguendo l’indicazione posta su un masso:

E qui si ha una brevissima tregua. Pianura.

Ma è solo una piccola concessione perché, come già detto, siamo in valle Bavona qui si suda ogni centimetro. Infatti dopo pochi minuti ci ritroviamo davanti a questa indicazione:

Mia che solitamente comprende al volo dove sia la traccia qui ha un attimo di smarrimento… “ma seriamente si sale di qua” sembra chiedere. Ebbene sì il sentiero prosegue proprio così, quasi verticale. Ma è giusto un breve tratto per poi ripiombare sui nostri amati gradoni.

Ci stiamo alzando di quota e la vegetazione lascia sempre più spazio alla roccia. La vista si apre sul Monte Madone di Formazzoo già un pochino imbiancato:

Personalmente adoro i sentieri diciamo un po’ tecnici (senza esagerare, non sono un alpinista neanche lontanamente). Anche Mia non disdegna.

Proseguendo su un bel sentiero a placche, neanche a dirlo sempre bello ripido, raggiungiamo la nostra meta odierna.

Signore e Signori ecco a voi i Laghi della Crosa:

La neve che troviamo ci catapulta dall’autunno dai mille colori all’inverno, mentre il sole che splende e le temperature all’estate. Magico direi! Inoltre il silenzio e la solitudine donano al tutto un tocco surreale.

Mia è felice di aver trovato la neve, e dimentica subito la stanchezza. Vorrebbe anche scendere in acqua, ma oggi non è il caso. Io invece mi fermo a contemplare la magnificenza di questo luogo e ad immagazzinare l’energia che ne trapela.

Dopo una moltitudine di fotografie scattate è ora di rientrare.

Già mi immagino la discesa su quella infinita scalinata. E qui prendo spunto da una cosa che ho imparato a livello psicologico facendo gare di trail su lunghe distanze.

Devio i pensieri sui lati positivi della discesa, ovvero a tutta la bellezza che vedrò nuovamente e al ritorno all’autunno che mi aspetta più in basso.

Il sentiero è lo stesso dell’andata che in 2 orette scarse ci riporta al cospetto della cascata di Foroglio. Mia mi stupisce, non sembra neanche così stanca.

Anche questa è stata un’escursione che ci ha regalato moltissime sensazioni, i laghi sono splendidi ma è tutta la valle ad esserlo, con le sue molteplici sfaccettature.

Come difficoltà non segnalo nulla in quando non vi sono pericoli di nessun tipo, è soltanto lunga e con un notevole dislivello.

Ah e senza dimenticare un piccolo dettaglio: c’è la scalinata della morte:)

Alla prossima escursione!

Marco & Mia