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Data dell’escursione02-03 gennaio 2021
TipologiaLineare
Lunghezza~10km (andata e ritorno)
Dislivello in salita~600m
Tempistiche (senza pausa)Andata: ~04h00
Ritorno: ~02h00
Dipende tutto dalla tipologia di neve che troverete
Mezzi di trasportoDovete arrivare a Faido Stazione FFS e da lì prendere l’Autopostale nr. 119 verso Carì.
Circola ad orario ridotto, pianificate bene la partenza su www.ffs.ch
ParcheggioClicca qui per aprire Google Maps

ATTENZIONE: data la grande affluenza di persone quest’anno, quando i posteggi sono pieni, vi fermeranno a Faido e vi faranno prendere l’Autopostale. Cercate di arrivare prima delle 10:00 nei giorni festivi e durante le vacanze.

Costo parcheggio: io l’ho pagato con Twint, per 36 ore CHF 15.-
Al giorno costa ~CHF 5.-
BambiniMeglio di no. Ci sono alcuni punti ripidi in pineta.
AcquaDovrete attraversare un fiume subito dopo Carì di Dentro, ma l’acqua è gelida!
Portatela per voi e per i cani da casa, insieme ad una bella thermos di té caldo in caso di sosta.
Ulteriori informazioniSAC-CAS – Cap. Gana Rossa

Listino prezzi Rif. Gana Rossa
Cani in CapannaQuando riservate, annunciate i cani.
Sono accettati su richiesta.
COVID-19AVVISO IMPORTANTE
L’emergenza Coronavirus ha causato importanti cambiamenti nelle capanne (riservazioni obbligatorie, posti limitati, sacco letto obbligatorio, capanne chiuse, ecc.). Vi invito a consultare il sito privato della capanna oppure contattare i guardiani o i responsabili.

Da questa esperienza ho imparato che, se il tempo non lo permette, meglio rimanere a casa!

Qui eravamo ancora piedi di energia e felici

Ormai siamo un gruppetto di amici che, annualmente, abbiamo deciso di scappare tutti insieme in un qualche Rifugio non custodito. Un’uscita in inverno ed una in estate.

L’anno scorso per il weekend invernale siamo stati al Rifugio Garzonera, esperienza bellissima.
La meteo era perfetta, il Rifugio era già riscaldato da un gruppo di sci-escursionisti rimasti lì per 3 giorni, non c’erano le restrizioni Covid, la sorgente era già stata scavata e avevamo acqua senza fare fatica,… Non potevamo chiedere di meglio.
Infatti avremmo voluto ripeterla ma purtroppo per le date scelte era già occupata, così abbiamo ripiegato su un Rifugio non ancora visto: la Gana Rossa.

Questo Rifugio si trova in Val Leventina, a due orette di cammino da Carì (senza neve).
Piccolo, accogliente e comodo in estate, si è rivelato tutt’altro in pieno inverno!
A dirla tutta, scomodo in un inverno come quest’anno 2020/2021: con tantissima neve, molto freddo e con clima assai bizzarro.

La meteo non prometteva nulla di particolarmente bello per un’escursione di due giorni.
Neve, neve e neve. Nemmeno tanta a dire il vero, pochi fiocchi e nuvolosità ma abbastanza da far riflettere.

Ma a voi, due fiocchi di neve, hanno mai fermato?
A noi no!

Ci troviamo a Carì, partenza alle 10:00.
Energie a mille, voglia di passare un bellissimo fine settimana altrettante ma… personalmente ero un pochino titubante data la nuvolosità ed i primi fiocchi.

Dal posteggio, risaliamo la pista da sci Blu e andiamo verso Carì di Dentro.
Fate attenzione, tenete bene la destra perché potreste incrociare la via degli sciatori/borders.

Attraversata Carì di Dentro, a circa 100 metri dall’ultima casa bisogna scendere verso il fiume, proprio in questo punto dove vedete i 3 pini cerchiati di rosa.

Attraversate il fiume e iniziate la vostra escursione verso l’Alpe Vignone, all’interno di un profumatissimo bosco.
Eravamo imbacuccati fino al collo e oltre, ma posso assicurarvi che sono stata inebriata dall’aroma di larici e pini. Una botta di vita!

Nel bosco ho rallentato il passo, mi son voluta godere ogni singolo attimo al suo interno.
La cosa bella è che da questo lato non ci viene nessuno, i sentieri battuti sono verso Predelp e sentiero ufficiale 955.

Qui è tutto silezioso. Gli unici suoni saranno il vostro respiro ed i vostri passi, misti a qualche vostra chiacchera ed esclamazione d’ammirazione.

Da dopo il fiume, se non dovesse esserci nessuna traccia, guardate bene tra gli alberi, saranno sempre visibili i colori bianco-rosso-bianco del sentiero estivo.

Passerete una buona oretta a zigzagare tra un pino e l’altro, finché arriverete all’Alpe Vignone.
Lì vi si aprirà il paesaggio.
Potrete ammirare la cima di Gana Rossa e proprio lì sotto, il Rifugio.

Non so quanti di voi vorranno poi proseguire la loro escursione, ma da qui in avanti arriva per me la parte tosta:

Naìra, non si sa come, si era rotta l’unghia e perdeva sangue.
Penso che avesse tanto fastidio e male, piangeva.
Ogni volta che ci fermavamo, scavava una tana e ci si rannicchiava dentro.
Non tremava, non mostrava cenni di freddo, penso però che quell’unghia le desse veramente tanto fastidio.

Non volevo farla star male e così, da Vignone a Gana Rossa continuavo a preoccuparmi per lei e per la sua zampina.

Argo, in prima linea, faceva strada insieme a Sergio ed Elia con le pelli di foca, Naìra restava a fianco di Simone, Enzo ed io dietro a chiudere tutto.

Il mio sguardo era costantemente rivolto verso i cani, non riuscivo a concentrarmi sul paesaggio, sulle fotografie o altro.
C’erano dei passaggi in pendenza, un passo falso e si poteva scivolare (senza nessuna conseguenza) ma con la neve polverosa si fa molta più fatica a camminare e a rialzarsi in caso di caduta.

Arrivati sotto la bocchetta di Segna (sulla cartina è segnata una casa e la scritta Segna), noi ciaspolatori siamo andati avanti a far strada a chi con le pelli riusciva a stento a salire e curvare.
Ma che fatica.
Personalmente, ogni tre passi mi mancava il fiato, volevo prendere Naìra in braccio ma non avevo nemmeno le forze di tirare su me stessa ed il mio zaino, figuriamoci 28 kg di cane.

Di fatto, questo passaggio sembra più difficile di quello che realmente è.
Per noi è stata difficile perché dovevamo tracciare il percorso con 50cm di neve freschissima.
Infatti arrivati in cima volevo urlare di gioia, sapevo che da lì sarebbe mancato pochissimo alla Capanna!

Saliamo ancora un pochino per poi scendere verso il palo sentieristico che vediamo poco sotto noi.
Seguiamo le indicazioni ed arriviamo al secondo palo.
Ancora un pochino avanti, gira l’angolo ed eccola lì, SIAMO ARRIVATI!

L’interno della Capanna era gelido, i vetri erano ghiacciati, con il nostro calore i nostri corpi fumavano.
Il più veloce possibile ci cambiamo, come se fosse una gara contro il tempo. Via tutti i vestiti sudati!

Le prossime ore le abbiamo passate a buttare legna al fuoco, sciogliere la neve e cercare di potare l’interno ad una temperatura decente. La massima raggiunta? +10°C, stavo male!

Fortuna siamo sempre muniti di buon cibo.
Salamini, formaggio, pane come aperitivo.
Tartar di cervo e funghi porcini come antipasto.
Polenta, lenticchie e cotechino come cena.
UNA BONTÀ!

Dopo esserci preparati litri e litri di té caldo con la neve sciolta, andiamo a dormire.
Una nottataccia.
Continuavamo a svegliarci, umido, freddo, butta ancora legna sul fuoco.
Gli unici a star bene penso fossero Argo e Naìra.

La mattina ci svegliamo più o meno tutti alle 08:00 con una bellissima bufera di neve.

Senza nemmeno fare colazione, mettiamo in ordine tutto, impacchettiamo le cose e in un momento di tregua partiamo.

Avevo ancora molta paura per Argo e Naìra, la neve nasconde mille insidie, ma bisognava partire, prima che la meteo peggiorasse!

Dopo 10 minuti avevamo già perso la scia del giorno prima. AIUTO. Non si vedeva nulla. Nebbia, vento, neve.

Non so cosa gli sia successo o in che dinamica, ma Argo ha superato Sergio (che era in prima fila a cercare la via) ed ha tracciato la strada, riprendendo la stessa fatta da noi il giorno prima. Quasi tutta fino alla bocchetta Segna. È stato qualcosa che ancora adesso non mi spiego. Il nostro piccolo grande Eroe.

Scesa la bocchetta, anche qui, più semplice del previsto, siamo arrivati in un batter d’occhio all’Alpe Vignone e poi nel bosco.
La tormenta di neve praticamente era rimasta ai 2’000 metri di quota, lasciandoci solo qualche fiocco di neve.

In poco meno di due ore eravamo di nuovo a Carì, stremati da quest’avventura, che ci ha insegnato a non scherzare con Madre Natura e la neve.

Se volete fare la stessa escursione, potete pianificarla anche su una giornata, partendo magari presto da Carì e calcolando circa 08:00 ore tra andata, pausa e ritorno.
Inoltre, controllate bene l’app White Risk ed il pericolo valanghe in zona.
Fino all’Alpe Vignone non ci sono pericoli, dopo si, forse. Controllate!

La nostra avventura è stata travagliata, le condizioni non erano le più facili, ma sono sicura che con una dovuta pianificazione riuscirete a farvi una bellissima ciaspolata.
Consiglio magari di farla verso primavera, quanto le temperature a 2’000m si aggirano verso gli 0 gradi o più, in modo da trovare in Capanna una temperatura gradevole.

Se volete altre informazioni, scrivete pure nei commenti 🙂

Tante bellissime escursioni a tutti,
Stephanie, Argo&Naìra