Click here to open the map with SchweizMobil
Siete pronti ad immergervi “INTO THE WILD”?
Non chiedetemi come sono capitata proprio a questo laghetto.
ANZI LO SO.
Vedevo mille foto dei laghi Sfii, Pözzoi, Cavergna, Gelato e chi ne ha, più ne metta, così mi sono messa a cercare qualcosa di alternativo.
Raramente questo laghetto appare nelle escursioni più gettonate ed ho deciso di tentarla.
Mi sono informata, Google risponde sempre a tutte le mie domande (o quasi…) purtroppo stavolta, a parte qualche fotografia, ho trovato veramente poco!
Ma sembrava bellissimo ed ho deciso che sarebbe stata la mia prossima meta!
Partiamo da Niva (Campo, Valle Maggia), lontanissimo da casa, non ricordavo la zona di Val di Campo e Bosco Gurin così fuori portata ma sono rimasta estasiata dai colori dei larici e dalla tranquillità.
Innanzitutto cerchiamo una fontana dove poter riempire le borracce e ne troviamo una proprio vicino alla Chiesa. Fatto rifornimento, ci perdiamo alla ricerca del sentiero.
Ma poco importa, il borgo di Niva è talmente carino che non ci dispiace aver perso la nostra traccia!
Capiamo che bisogna scendere verso i pratoni sottostanti il paese ma non vediamo simboli di sentiero così… via in mezzo ai prati a correre!!!
Ritroviamo la sacra traccia che ci porta su una strada asfaltata, per poi immergersi nel bosco. Seguiamo le indicazioni inizialmente per Pian di Campo, Campo, Cimalmotto.
Ok bravi, siete arrivati fin qui con nessun tipo di difficoltà 😛
Attraversate il ponte e MAGIA, vi ritroverete davanti a questa:
Allora, la voglia di farmi un bel tuffo in quest’acqua cristallina era forte.
Per ovvi motivi ho dovuto rinunciare.
1. Perchè eravamo solo all’inizio del nostro giro
2. Faceva freddissimo!
Continuiamo sul sentiero, che fin qui è ancora ben marcato.
Fino ad arrivare a Francia, una piccola corte di meravigliose casette, tanto meravigliose da non capire più da dove passa il sentiero!
Si fa ardua la situazione e cercherò di spiegarvela il meglio possibile:
Continuare a seguire il sentiero marcato, sporadicamente vedrete il segno biaco-rosso-bianco.
Sul posto quando aprirete l’app SvizzeraMobile vedrete che vi darà due possibilità, questa che vi sto indicando ed un’altra che passa dietro la casa sulla sinistra. MA NON ESISTE. A meno che volete ravanare in mezzo al bosco, non andateci (noi abbiamo seguito la traccia e siamo finite in mezzo al nulla nel bosco, seguendo delle finte tracce viola).
Piuttosto, passate il mosaico di San Francesco, passate il mosaico di un altro Santo (purtroppo non so il nome), passate in mezzo a due rocce enormi e vi inoltrerete ancora una volta nel bosco.
PF, Svizzera Mobile alla mano e camminate per circa 20 minuti.
In sintesi:
– freccia viola: piccola corte di Francia, dove dovete seguire la segnaletica ed i mosaici 😛
– freccia verde: passerete da un piccolo gruppo di case, è il vostro punto di riferimento per andare ancora un pochino avanti e…
– freccia rosa: attenzione, dovete fare molta ma molta attenzione a prendere il sentiero NON marcato e tratteggiato sulla cartina qui, non è evidente trovarlo quindi scaricate l’app Svizzera Mobile.
La zona purtroppo non è molto curata, bisognerà avere un buon senso dell’orientamento!
Ma quando ritroverete la via, sarete talmente soddisfatti che.. Non vi accorgerete che si comincerà a salire 😀
Da qui in avanti abbiamo fatto poche fotografie, anche se il paesaggio era bellissimo. Il terreno in autunno è scivoloso, ci son sassi ed erba che rendono la via un pochino pericolosa e bisogna prestare attenzione a dove si mettono i piedi.
Sconsiglio robaccia (tipo borracce, macchine fotografiche, guinzagliame vario) attaccata al collo, ma solo i bastoni in mano (vi serviranno soprattutto per scendere) e se possibile (nei periodi in cui l’alpe non è carica) cani liberi.
I miei li ho lasciati senza guinzaglio per tutto il tempo, siccome ho chiesto in paese se avevano già scaricato l’alpe e la risposta è stata positiva, ho preferito lasciarli tutto il tempo liberi.
Il sentiero a salire non è difficile, è un T3, ma tenete d’occhio l’umidità e la possibilità di scivolare!
All’Alpe d’Arnàu pensavamo d’esser già arrivati alla Corte di Pèzz, che scemotte, ci mancavano ancora 40 minuti di salita!
Come vi dicevo prima, è una parte della valle non troppo curata, i sentieri a tratti mancano. Ma è talmente bella e selvaggia che vorrete continuare, sempre più in alto!
Qui siamo arrivati alla Corte del Pèzz, dove abbiamo trovato un magnifico angolino per pranzare!
Non ci facciamo mancare nulla!
Mi sono portata padellino con candeline per fare una mini raclette.
Tè caldo nello zaino et voilà, il pranzo è servito.
A 10 minuti dalla Corte, arriverete al laghetto.
Non esiste un vero e proprio sentiero, c’è solo una traccia ma ben marcata.
Sarete stanchi ma andate, È STUPENDO!
Il laghetto era mezzo ghiacciato, ma il colore simil verde smeraldo che lo contraddistingue lo si poteva notare. Magia pura.
E che silenzio.
Il tempo di qualche foto ma erano già le 14:30 e con l’ora solare sappiamo benissimo cosa vuol dire: buio presto!
Il cielo fortunatamente si è aperto a scendere, regalandoci colori sfavillanti.
Abbiamo potuto salutare i larici arancioni egregiamente.
La fotografia non rende troppo l’idea ma vi assicuro che era uno spettacolo!
Ritornando al tragitto, soprattutto a scendere mi raccomando, fate attenzione a dove mettete i piedi e cercate di recuperare tutti i sentieri presi in precedenza.
È una passeggiata stupenda, ma che comporta concentrazione.
L’estate prossima ci riproverò, sono proprio curiosa di vedere questo laghetto in estate!
E per quanto riguarda a voi, vi ho incuriosito?
Bene Amici, vi auguro tante belle escursioni e se avete bisogno di altre indicazioni, scrivete pure nei commenti qui in basso oppure come fate sempre, su Instagram 🙂
Un abbraccio virtuale a tutti!

