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| Data dell’escursione | 11 aprile 2025 |
| Quando andare? | da aprile a novembre da fine novembre a marzo è possibile trovare molta neve sul percorso inoltre. ATTENZIONE: dal 01. settembre al 15. ottobre la zona protetta da un decreto di tranquillità, è possibile utilizzare solo un sentiero per giungere a Piandanazzo (scarica il PDF informativo qui) |
| Difficoltà | Media, ci vuole allenamento e fiato |
| Tempistiche (senza pausa) | 04h30min |
| Lunghezza | 14km |
| Dislivello | +760m/-760m |
| Copertura telefono | Fino a La Spessa buona 4 su 5 Dopo La Spessa verso la Cima di Moncucco a tratti 0 su 5, la linea va e viene. Ricordatevi di scaricare la cartina prima della vostra partenza. |
| Mezzi di trasporto | Dovete arrivare alla stazione di Lugano. Da Lugano stazione Nord, prendere il bus 461 in direzione di Tesserete, Stazione e scendere al capolinea. Da Tesserete, Stazione prendere il bus 448 in direzione Maglio di Colla, Paese e scendere a Corticiasca, Paese oppure Corticiasca, Vecchia (entrambe vi allungheranno il percorso di qualche centinaio di metri). |
| Posteggio | Clicca qui per aprire Google Maps Nucleo Corticiasca 32 6958 Corticiasca |
| Bambini | La mia versione è consigliata a ragazzi dai 10-12 anni in su abituati a camminare. Ci sono alcuni punti dove il sentiero è stretto e ripido. |
| Cani | Adatta a cani di tutte le grandezze. Non ci sono limitazioni. È sempre consigliato valutare le capacità e l’età del proprio cane, secondo noi questa passeggiata non è adatta a cani anziani e cuccioli dai 9-10 mesi in avanti. |
| Acqua | Acqua sul percorso per noi non presente, solo a Piandanazzo ma le fontane al mio arrivo erano ancora chiuse per l’inverno. Per i cani invece consiglio di portare qualcosa soprattutto per l’arrivo alla Cima di Moncucco. Noi abbiamo incontrato a La Spessa e al ritorno dei ruscelli ma non era abbastanza per tutto il giro. |
Questa nostra escursione è sponsorizzata da Decathlon Svizzera e dai suoi capi di abbigliamento perfetti per la primavera:
– Maglietta da trekking da donna a maniche corte in lana merino – TRAVEL 500 (indossata da Argo nella foto)
– Scarponi da montagna impermeabili – MH500 blu (da un anno che li indosso e sono sempre perfetti e impeccabili)
– Giacca impermeabile da montagna – mh500 (impermeabile e antivento, perfette per le giornate di pioggia oppure con forte vento)
Alla scoperta della Cima di Moncucco: un’escursione tra silenzi, panorami e sentieri poco battuti
Se c’è una cosa che amo delle montagne ticinesi, è la possibilità di scoprire angoli poco frequentati, dove il silenzio è rotto solo dal fruscio del vento tra gli alberi e dal battito del cuore che accelera in salita. Oggi vi porto con me in un’escursione che parte da Corticiasca, attraversa Piandanazzo e culmina sulla Cima di Moncucco, un percorso ad anello che regala emozioni autentiche e panorami mozzafiato.
Partenza da Corticiasca: tra vicoli e ricordi
Arrivo presto a Corticiasca, un piccolo borgo della Capriasca, e parcheggio l’auto nei posteggi sotto la chiesa. È il mio punto di partenza preferito: tranquillo e spesso libero nelle prime ore del mattino. Decido di seguire la strada asfaltata, evitando i sentieri iniziali, fino a raggiungere la barriera che segna l’inizio delle strade sterrate. Qui, un incrocio mi offre tre possibilità. Scelgo quella indicata dal cartello in legno con la scritta “Piandanazzo, La Spessa”, accanto a una panchina che invita alla prima sosta.
La Spessa e la scelta del sentiero
Giunta a La Spessa, mi trovo di fronte a due sentieri. Oggi sono sola, senza il mio piccolo Corey in spalla, quindi opto per il percorso a zigzag che, sulla mappa, si arrampica deciso sotto Piandanazzo. È un sentiero stretto ed esposto in alcuni tratti, non adatto a chi soffre di vertigini o a chi ha un cane al guinzaglio che tende a tirare. Per me, che sto riprendendo le escursioni dopo un anno di pausa post-parto, è una sfida. Il dislivello si fa sentire, e il fiato corto mi ricorda quanto sia importante ascoltare il proprio corpo.
Una zona di tranquillità: proteggere la natura a Piandanazzo
Piandanazzo si trova all’interno della zona di tranquillità ZT.08, istituita ufficialmente per tutelare la fauna selvatica, in particolare il cervo durante il delicato periodo degli amori (bramito), che si svolge tra settembre e ottobre. In questi mesi i cervi sono particolarmente vulnerabili e facilmente disturbabili, ed è quindi fondamentale rispettare le indicazioni del decreto cantonale, rimanendo sui sentieri segnalati e tenendo i cani al guinzaglio.
La zona di tranquillità serve proprio a garantire uno spazio dove gli animali possano muoversi, riposare e riprodursi senza interferenze umane, contribuendo così al mantenimento dell’equilibrio naturale dell’intero ecosistema. Camminare in questi luoghi con rispetto è un modo per entrare in punta di piedi in un mondo che ci accoglie, ma che non ci appartiene del tutto.
Piandanazzo: un rifugio tra storia e natura
Arrivare a Piandanazzo è una piacevole sorpresa. Il rifugio forestale, recentemente ristrutturato, è curato e accogliente. Non ho ancora scoperto se sia possibile pernottare qui, ma l’area picnic e il parco giochi sono davvero invitanti. Mi chiedo quali bambini riescano a salire fin quassù, considerando i 600 metri di dislivello da Corticiasca e i 500 dalla barriera del Monte Bar, ma la bellezza del luogo ripaga ogni sforzo. Il rifugio ha avuto diverse funzioni nel corso dei secoli: da alpeggio a rifugio forestale, fino a diventare oggi uno spazio ricreativo e didattico, testimonianza dell’evoluzione delle attività montane nella regione .
Verso la Cima di Moncucco: tra sentieri e leggende
Dietro il rifugio, prendo un sentiero non ufficiale che sale diretto verso la Cima di Moncucco. La salita è ripida, ma la vista che si apre man mano che guadagno quota è impagabile. Trovo un angolo appartato, fuori dal sentiero, dove mi fermo per ammirare il paesaggio. La Cima di Moncucco, con i suoi 1730 metri, offre una vista spettacolare sulla Val Colla e sulle cime circostanti. Non ho trovato informazioni specifiche sull’origine del nome ma in questa zona, soprattutto nei dintorni del Monte Bar, è documentata la presenza del lupo. Personalmente, l’anno scorso, ho notato diversi escrementi riconducibili proprio a questo predatore: segni discreti ma chiari della sua presenza silenziosa. La zona fa parte di un importante corridoio ecologico che collega diverse aree alpine, e non è raro trovare tracce del passaggio di questi affascinanti animali, anche se avvistarli rimane un evento rarissimo.
Ritorno a Piandanazzo e discesa alternativa
Dopo una pausa merenda, torno al rifugio di Piandanazzo. Per la discesa, scelgo l’altro sentiero, completando così un giro ad anello. Anche questo percorso presenta tratti non ideali per chi ha bambini in spalla, ma lo trovo più semplice e piacevole rispetto alla salita. La zona mi affascina per la sua tranquillità e per l’assenza di biciclette, a differenza della zona del Monte Bar, spesso affollata da ciclisti. Per chi cerca un’escursione più semplice, consiglio di partire dalla barriera del Monte Bar, sotto l’Alpe Rompiago.
Questa escursione è stata un viaggio tra natura, storia e introspezione. Un percorso che, nonostante la fatica, mi ha regalato momenti di pace e connessione con la montagna. Un’esperienza che consiglio a chi cerca sentieri meno battuti e autentici.
Grazie di cuore per aver letto questo articolo e per aver condiviso con me questa bellissima avventura tra i sentieri meno battuti della Capriasca. Spero che il racconto vi sia piaciuto e magari vi abbia ispirato per una prossima uscita, da soli, in compagnia o con i vostri piccoli esploratori a quattro zampe!
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A presto sul sentiero 💚🐾
Stephanie, Argo e Naìra
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