
Clicca qui per aprire la cartina su Svizzera Mobile
| Data dell’escursione | ultima volta, 4 settembre 2026 |
| Quando andare? | da giugno a metà ottobre (neve permettendo) |
| Difficoltà | Facile. Con bambini media difficoltà – alcuni punti sono leggermente esposti, in seguito dal bivio per la Cap. Piansecco, sono circa 1km son +175m di dislivello in positivo su sentiero di montagna, a tratti pietroso. |
| Tempistiche andata e ritorno (senza pausa) | A passo lento: ca. 03h30 / 03h45 a passo più sostenuto: ca. 02h15 |
| Lunghezza | 6.5km |
| Dislivello | +380m/-380m (solo andata solo +285m/-95m) |
| Copertura telefono | 3 su 5 = abbastanza buona |
| Mezzi di trasporto | Solo da fine giugno ad inizio ottobre: Se siete in Ticino, dovete arrivare alla stazione FFS di Airolo e prendere l’AutoPostale 111 in direzione di Nufenen Passhöhe e scendere a Cruina. |
| Posteggio | Clicca qui per aprire Google Maps Prima del Passo della Novena, non c’è indirizzo |
| Bambini | Dai 4-5 anni in su, abituati a camminare in montagna (alcuni punti sono ad alta concentrazione!) |
| Cani | Adatta a cani di tutte le grandezze. Non ci sono limitazioni. È comunque una passeggiata impegnativa per i cani anziani. Valutate sempre quanto il vostro cane può e riesce a camminare. Non presenta punti troppo tecnici, è un sentiero comunque facile. |
| Acqua | Per i cani molto presente, per noi umani, no. Portare acqua a sufficienza. |
| Capanne Capanna Piansecco | Non lontano c’è la Capanna Piansecco. Se volete raggiungerla, allungherete il percorso, vi spiego più avanti. Cani ben accetti anche all’interno, in sala comunque, solo se tranquilli ed educati. No nelle stanze. |
| La nostra lista AMAZON l’essenziale per le escursioni con bambini | clicca qui per vedere la lista |
Mirtilli, gambe stanche, acqua gelida e un laghetto che vale tutta la salita
Avrete forse notato che ultimamente stiamo facendo tante passeggiate e, soprattutto, che sto cercando di raccontarle direttamente qui sul blog.
Il motivo è semplice: voglio creare una panoramica sempre più completa di quello che possiamo vivere con i nostri figli in Ticino, tra passeggiate, montagne e piccole grandi avventure.
Una cosa però ci tengo sempre a precisarla: non tutti i percorsi sono adatti a tutti i bambini della stessa età.
Corey cammina parecchio per la sua età ed è abituato fin da piccolissimo a stare sui sentieri. Un altro bambino della stessa età potrebbe fare molta più fatica… oppure seminare Corey alla prima salita!
Dipende dall’abitudine, dalla giornata, dalla voglia, dal terreno e da mille altre cose.
Quindi quello che trovate qui è sempre il mio parere personale e la nostra esperienza, non una certificazione universale “family friendly”.
E per il Laghetto delle Pigne questa premessa è particolarmente importante. Quindi, se state pensando di andarci con bambini piccoli, leggete fino in fondo.

Il Laghetto delle Pigne: finalmente era la giornata giusta!
Il Laghetto delle Pigne, sopra la Val Bedretto, era una di quelle mete dove volevo tornare da tempo.
Il problema?
Per noi la Val Bedretto è praticamente dall’altra parte del mondo.
Ok, sto esagerando. Ma vivendo nel Mendrisiotto, quando devo scegliere una passeggiata tendo sempre a pensare:
“Bellissima… ma devo proprio guidare fin lassù?”
E così la Val Bedretto finisce spesso in fondo alla lista.
Questa volta, però, meteo giusto, compagnia giusta, voglia di montagna alle stelle: si va!
La nostra escursione parte poco sopra l’Alpe di Cruina, lungo la strada del Passo della Novena, e raggiunge il Laghetto delle Pigne a circa 2’280 metri di quota.

Si parte… Corey direttamente nello zaino!
Dal posteggio ho preferito mettere subito Corey nello zaino porta bimbi.
La strada del Passo della Novena è trafficata e le auto possono arrivare belle allegre. Con due cani + un bambino piccolo + traffico, non avevo nessuna intenzione di iniziare la giornata facendo una partita a Tetris umano.
Inoltre, il primissimo tratto del sentiero presenta un punto leggermente esposto.
Nulla di drammatico: non stiamo parlando di un precipizio alpino da film. Ma con bambini di 3-4 anni io li terrei comunque molto vicini.
Se scivolano probabilmente fanno qualche capriola e si rialzano con qualche graffio… ma non vorrete mica terminare l’escursione 20 metri dopo aver chiuso la macchina, vero?

Dopo 100 metri: «Mamma, scendo!»
Dopo circa 100 metri Corey decide che lo zaino ha già svolto egregiamente il proprio lavoro.
Vuole camminare.
Lo assecondo volentieri perché da qui il sentiero diventa molto più bello e, per lunghi tratti, decisamente piacevole anche per i piccoli camminatori.
Argo e Naìra invece rimangono al guinzaglio.
Non sapevo se ci fossero ancora animali al pascolo e, soprattutto, questa è una zona piuttosto frequentata. Con altri escursionisti, bambini, cani, eventuali mucche e fauna selvatica, preferisco sempre gestirli vicino a me.

Attenzione: zona ad altissimo rischio…
La prima parte è davvero piacevole.
E se capitate nel periodo giusto, preparatevi perché potreste trovare mirtilli ovunque.
Qui il consiglio tecnico più importante dell’intero articolo è uno solo:
NON METTETE AI BAMBINI LA MAGLIETTA BELLA.
I mirtilli di montagna sono piccoli, buonissimi e assolutamente letali per qualsiasi tessuto chiaro.
In compenso regalano una meravigliosa lingua blu-viola che rende felicissimo qualsiasi bambino.
Direi quindi un ottimo compromesso.

Due punti dove prestare un po’ più di attenzione
Prima della salita finale ci sono però un paio di passaggi che con bambini piccoli richiedono maggiore attenzione.
Non li considero particolarmente difficili per un adulto abituato alla montagna, ma con un bimbo piccolo bisogna aiutarlo ad arrampicare e, in alcuni punti, tenerlo vicino perché il terreno è un po’ più esposto.
Per me sono assolutamente fattibili se l’organizzazione è quella giusta.
Se siete un adulto per bambino e, nel caso abbiate anche dei cani, qualcuno può occuparsi di loro mentre l’altro aiuta il piccolo, nessun problema.
Se invece avete il bambino nello zaino porta bimbi, soprattutto per la discesa vi consiglio davvero i bastoni da trekking.
Con 15-20 kg in più sulla schiena cambia completamente l’equilibrio, anche perchè il bambino non è un peso statico, ma mobile!
Presto tornerò su questo percorso e cercherò di fotografare meglio proprio questi punti. Questa volta ero accompagnata da un amico e non volevo trasformare una tranquilla passeggiata in:
“Aspetta! Torna indietro! Passa di nuovo da lì! Ora fermati! Corey guarda qui! Argo spostati!”
Ogni tanto anche 8zampeontheroad va in modalità vacanza.

Dal bivio per Piansecco comincia la festa
E per festa intendo la salita.
Dal bivio in direzione Piansecco/Lago delle Pigne arriva il tratto che si sente davvero nelle gambe:
all’incirca 1 km per circa 180 metri di dislivello positivo.
Corey qui ha deciso che camminare fosse improvvisamente un’attività sopravvalutata. Quindi nello zaino…
Facciamo due conti:
15 kg di Corey.
Circa 3 kg di zaino porta bimbi.
Acqua.
Cibo.
Ricambi.
Pannolini.
Crema solare.
Mini farmacia.
E quelle altre 163 cose che una mamma porta “perché non si sa mai”.
Stavo per lasciare un polmone in Val Bedretto.
Però siamo arrivati!

La tecnica segreta per bambini stanchi
Qui vi dico una cosa importante: se siete con bambini piccoli, mettetevi tranquillamente il cuore in pace all’idea che potreste non arrivare al lago.
E va benissimo così. Il Laghetto delle Pigne non scappa.
Se il bambino è stanco, nervoso o semplicemente non ne vuole più sapere, tornate indietro. La montagna sarà ancora lì la settimana successiva.
Noi abbiamo usato un paio di piccoli trucchi.
Qualche caramellina tipo Tic Tac per una mini dose di energia e, soprattutto, il gioco:
“Trova il prossimo simbolo del sentiero e toccalo per ricevere ENERGIA IMMEDIATA!”
Funziona? Con Corey sì.
Per questa passeggiata, gli ultimi 200 metri l’ho tolto dallo zaino ed abbiamo giocato. Ha funzionato!

E poi finalmente… il Laghetto delle Pigne!
Arrivati in cima, Corey non ha avuto dubbi.
Scarpe. Calze. Pantaloncini. Via tutto! E piedini direttamente nell’acqua ovviamente.
Bellissimo.
Il Laghetto delle Pigne è uno di quei posti semplici che non hanno bisogno di molto altro: rocce, montagne, acqua, cielo e quel meraviglioso senso di essere arrivati da qualche parte con le proprie gambe.
O, nel caso di Corey, in parte con le gambe della mamma.
Un piccolo paradiso. Non aspettatevi però necessariamente di averlo tutto per voi.
Quando siamo arrivati c’erano circa cinque persone. Poco dopo sono arrivate tre ragazze e durante la nostra pausa ne saranno passate altre quattro.
Insomma: non è Disneyland, ma non è nemmeno il vostro laghetto privato.
Se cercate silenzio assoluto e solitudine, meglio partire presto e possibilmente evitare le giornate più gettonate.

Picnic vista laghetto
E naturalmente arriva uno dei momenti preferiti delle nostre passeggiate: il picnic.
Questa volta nello zaino avevamo:
carotine, pomodorini, melograno, mirtilli, Babybel, polpettine di manzo fatte in casa, focaccina alle cipolle preparata da Simone e un succhino per Corey.
Sì, amo i formaggi nostrani.
Ma bisogna riconoscere che chi si occupa di packaging e marketing di Babybel ha capito perfettamente come conquistare un bambino.
Quella ceretta rossa ha un potere che noi adulti possiamo soltanto sognare.

Bagnetto, picnic e poi si torna giù
Dopo piedini nell’acqua, picnic, relax e purtroppo poche fotografie, abbiamo ripreso lo stesso sentiero dell’andata per tornare all’auto.
La discesa, soprattutto con Corey nello zaino, mi ha confermato ancora una volta quanto siano utili i bastoni.
Ma c’è anche una seconda possibilità molto interessante.

Variante per famiglie con gambe d’acciaio
Se avete figli più grandi oppure siete genitori dotati di una muscolatura che farebbe invidia a uno sherpa, potreste organizzare una bella traversata.
L’idea è questa:
All’Acqua → AutoPostale → Cruina → Laghetto delle Pigne → Capanna Piansecco → All’Acqua.
Lasciate l’auto ad All’Acqua, salite con l’AutoPostale fino alla zona di Cruina e da lì iniziate a camminare.
Raggiungete il Laghetto delle Pigne, picnic meritato, poi proseguite verso la Capanna Piansecco e infine scendete nuovamente ad All’Acqua.
Indicativamente parliamo di circa:
8,5 km
+384 m di salita
-809 m di discesa
A passo sostenuto/moderato si può stare sulle 3 ore effettive, mentre con bambini, soste e ritmo tranquillo io metterei in conto tranquillamente 4-5 ore senza pausa.
Il vero punto da valutare non è tanto la salita, quanto gli oltre 800 metri di discesa.
Con un bambino nello zaino possono diventare parecchi per ginocchia e gambe. E anche per un bambino che cammina autonomamente non sono proprio bruscolini.
Però c’è un dettaglio fondamentale: la torta alla Capanna Piansecco.
Con quella discesa ve la siete guadagnata tutta.
E se trovate la capanna non custodita, informatevi preventivamente sulle modalità di accesso e sui servizi disponibili nel locale invernale/self-service.

Noi invece? Torta al Caseificio del Gottardo!
Noi abbiamo preferito tornare sui nostri passi.
Ma una giornata in montagna non può mica terminare semplicemente mettendo gli zaini nel bagagliaio.
Quindi tappa al Caseificio del Gottardo. Con torta e spesa annesse!
Siamo tornati a casa con mascarpa/ricotta prodotta da loro, latte fresco, yogurt e un pezzetto di formaggio da raclette destinato, ovviamente, a una delle prossime passeggiate.
E poi la scoperta della giornata: Mezz e Mezz, una bevanda alcolica a base di gazzosa al limone e vino.
Una bomba. Perfetta per quell’aperitivo veloce che sa già un po’ di Ticino e un po’ di “oggi ce lo siamo meritati”.
Ne vale la pena con i bambini?
Per noi assolutamente sì. Ma non è una passeggiata che definirei “facile per qualsiasi famiglia”.
È una di quelle escursioni in cui bisogna conoscere un po’ il proprio bambino, sapere quanto cammina, avere eventualmente uno zaino porta bimbi e soprattutto essere pronti a cambiare programma.
Magari arrivate al lago. Magari vi fermate a mangiare mirtilli a metà strada.
Magari dopo 700 metri vostro figlio decide che una pietra è la cosa più interessante dell’intera Val Bedretto e trascorre lì i successivi 45 minuti.
E sapete cosa? Va bene tutto.
Perché quando si va in montagna con i bambini, secondo me, la meta è solo una scusa.
La vera avventura sono la lingua blu di mirtilli, i simboli del sentiero che regalano energia, i piedini nell’acqua gelata, un panino mangiato su un sasso e quel momento in cui torni alla macchina distrutta pensando:
“Mai più con 20 kg sulla schiena.”
…per poi essere già su SvizzeraMobile la sera stessa a cercare la prossima passeggiata.
Ed è esattamente così che ci piace vivere il Ticino.

Ciao. Un tragitto che parte dalla capanna piansecco lo avete?