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Lagh de Trescolmen (2’025m) da Valbella, Canton Grigioni

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Data dell’escursione13.10.2024
TipologiaCircolare
Quando andare?!Da Maggio a Novembre (neve permettendo)
DifficoltàT2: percorso semplice, leggera difficoltà nell’attraversare il fiume e successivamente una pietraia.
Tempistiche (senza pausa)6 h circa
Lunghezza12 km
Dislivello+1’070m/-1’070 m
Copertura TelefonoAssente per tutto il percorso, scaricare la cartina in anticipo con SwissTopo oppure su SvizzeraMobile
Mezzi di trasportoDa Bellinzona Stazione prendere l’autopostale 221 direzione Biasca e scendere ad Arbedo, Via Stazione.
Prendere il 214 direzione Mesocco e scendere a Roveredo, ponte di ferro.
Prendere il 215 direzione Rossa e scendere a Sta. Domenica paese.
Calcolare 1 h 30 in più di cammino.
PosteggioClicca qui per aprire Google Maps
BambiniConsigliata a bambini abituati a camminare in montagna dai 12 anni in su
CaniAdatta a cani di tutte le grandezze.
Non ci sono limitazioni.
È sempre consigliato valutare le capacità e l’età del proprio cane, secondo noi questa passeggiata non è adatta a cani anziani, adatta a cuccioli dall’anno in avanti.
AcquaPer noi bipedi assente, per i cani presenti fiumi, rigagnoli e laghetti.
Informazioni utiliEvitate quest’escursione dopo grosse piovute oppure se la meteo marca tanta acqua:
– sul percorso sono presenti sassi e pietraie che, anche con poca umidità, diventano peggio di lastre di ghiaccio,
– A circa 1/3 del percorso dovrete attraversare un fiume, che potrebbe essere parecchio “carico” e la corrente forte.

Voglia di funghi: tanta. Voglia di faticare… decisamente meno. Ma comunque carichi per una nuova avventura!

Così, ricordandoci vagamente del Lago Trescolmen (quella volta fredda, grigia e con zero panorama), decidiamo di dargli una seconda chance. Dopotutto, dicono che il bel tempo sia ovunque. Che potrebbe mai andare storto?

Partiamo da Valbella con la brillante idea di fare il percorso lineare — andata e ritorno — giusto per non complicarci la vita. Anche perché, a dirla tutta, il cielo non sembra proprio quello promesso dalle previsioni.

Ah piccolo spoiler: funghi, nemmeno a pagarli in oro. 

Ma noi partiamo lo stesso, pieni di entusiasmo (almeno uno di noi… perché Ari, già alla prima “pioggerellina da nebbia”, parte con il brontolio da manuale).

Il primo tratto nel bosco me lo ricordavo bene: ripido, umido e infinito. La prima volta mi aveva distrutta. La seconda… anche. Ma resistiamo e, dopo un po’, eccoci al punto clou: il Ria di Campalesc, il fiume da attraversare.

Piccolo consiglio da chi ci è passato: se ha piovuto tanto, lasciate perdere. Per noi è stato già un mezzo calvario, ma, incredibilmente, ce l’abbiamo fatta (con cane perplesso e scarpe fradicie come spugne).

Superato il fiume, la valle si apre davanti a noi. I colori iniziano a spuntare, e wow, la fatica del primo pezzo sparisce in un attimo.

Poi, sorpresa: arriva il secondo tratto. Quello che, ovviamente, non mi ricordavo.

E Ari… ricomincia a brontolare. Giornata no, proprio dichiarata ufficialmente.

Ma quando ormai avevamo perso le speranze di vedere il Trescolmen sotto il sole, eccolo: un raggio buca la nebbia, poi un altro, e in pochi minuti esplode tutto — luce, caldo, colori da cartolina!

Il morale risale, i panini ci aspettano, e noi con loro.

E a quel punto, guardando quel panorama incredibile e scattando 3000 fotografie, diciamo: “Ma sì, facciamo il giro lungo, no?! Tanto abbiamo tempo”.

Ovviamente così è stato. (E giuro: dopo pranzo ho smesso di lamentarmi!).

Il percorso regala scorci magnifici: il lago, i larici giallissimi, e intere distese di mirtilli color fuoco. Uno spettacolo.

Peccato che la discesa sia infinita e, tra foglie umide e sassi scivolosi, le nostre ginocchia abbiano urlato pietà.

Per fortuna, almeno, le chiappe sono rimaste illese .

Ma sapete cosa? In autunno non si sa mai qual è l’ultima vera escursione prima delle nevicate; quindi,… ce la siamo proprio goduta.

Molto, molto, molto… MOLTO soddisfatti!

Se cercate una passeggiata dai colori autunnali mozzafiato, questa è la vostra.

Solo un consiglio: controllate prima le condizioni del sentiero — e preparatevi a tornare a casa con zero funghi ma il cuore pieno. 

Felice autunno a tutti da noi (e dalle nostre zampe infangate)! 

Arianna, Martino e Lea

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