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| Data dell’escursione | 11 agosto 2021 |
| Quando andare? | Da fine giugno a inizio ottobre, innevamento permettendo. |
| Difficoltà | T2 – escursione di montagna |
| Tempistiche (senza pausa) | 05h40 |
| Lunghezza | 14km |
| Dislivello | +1’190m/-1’190m |
| Copertura telefono | Su quasi tutto il percorso 0-1 su 5 COPERTURA SCARSA, quasi assente |
| Mezzi di trasporto | Dovete arrivare alla stazione ferroviaria di Ilanz (sulla tratta della RhB, Rhätische Bahn). Da Ilanz piazzale della stazione prendere l’AutoPostale nr. 441 in direzione di Vrin, vitg e scendere al capolinea. Da Vrin bisognerà prenotare il Bus Alpin che vi porterà ad inizio escursione, facendovi risparmiare un’ora di camminata sull’asfalto, potete trovare le info sul Bus Alpin qui. |
| Posteggio | Clicca qui per aprire Google Maps Puzzatsch 231b, 7149 Vrin Indirizzo approssimativo, da questo punto continuate sulla strada fino alla chiesetta e prendete la strada che scendere sulla sinistra, fino ad arrivare al posteggio che si trova dopo il ponte. |
| Bambini | Se dormite in Capanna Terri, potrete pensare di farla con i vostri figli. Consigliamo dai 6-7 anni in su abituati a camminare in montagna. Sul sentiero abbiamo incrociato una famiglia con bambini, tra cui uno di 4 o 5 anni, ma tutti loro erano già al livello “stambecco” 🙂 e inoltre dormivano in Capanna Terri. |
| Cani | Adatta a cani di tutte le grandezze. Non ci sono limitazioni, il sentiero è ben pulito e senza troppi ostacoli. (È sempre consigliato valutare le capacità e l’età del proprio cane, secondo noi questa passeggiata non è adatta a cani anziani e cuccioli fino ai 9 mesi almeno, dipende anche tanto dalla razza). |
| Acqua | C’è solo una fontana ad inizio percorso, prima del Passo Diesrut invece c’è un baracchino dove vendono sciroppo fatto in casa. Attenzione però, sia la fontana che il baracchino potrebbero essere a secco d’acqua, portare almeno un litro a persona. Per i cani invece qualche punto dove potersi abbeverare c’è, ma non a sufficienza per un’intera giornata, prevedere una borraccia e ciotola anche per il vostro cane, soprattutto sulla prima parte del percorso. |
| Cani in Capanna Capanna Terri | La Terrihütte non accetta cani al suo interno. Se è una giornata di brutto tempo, prevedere che il cane dovrà restare fuori 🙁 La Capanna apre generalmente da metà/fine giugno fino a ottobre. La data cambia sempre a dipendenza di meteo e innevamento. Terrihütte | SAC-Hütte | Kanton Graubünden (terrihuette.ch) |

INTRO
La Val Lumnezia, e in particolare il villaggio di Vrin, è il paese di attinenza della mia famiglia, trasmessomi da mio papà.
Scrivo di questa escursione a distanza di quasi cinque anni, per un motivo molto speciale: nell’estate del 2020, mio papà ci ha lasciati dopo una lunga malattia. Un anno dopo la sua scomparsa, ho deciso di trascorrere qualche giorno nella sua valle d’infanzia, un luogo che per lui aveva un significato profondo — là dove, da ragazzo, trascorreva le estati a fare il fieno con i miei bisnonni.
Per molto tempo non sono riuscita a mettere nero su bianco questa esperienza: ogni pensiero, ogni ricordo, mi stringeva il cuore. Ma oggi, finalmente, mi sento pronta a raccontarvi questa meravigliosa camminata, che si snoda tra Ticino e Grigioni, e che per me ha un valore che va ben oltre il paesaggio.

Abbiamo deciso di trascorrere l’intero weekend in Val Lumnezia, non solo perché la camminata che avevo in mente era piuttosto lunga, ma anche perché desideravo prendermi del tempo per visitare con calma Vrin e godermi qualche passeggiata tranquilla nella valle prima di rientrare a casa.
Per l’occasione abbiamo scelto di soggiornare all’Hotel Gravas a Vella, un posticino davvero incantevole nel cuore del paese. L’hotel gode di una splendida vista sulla valle ed è dotato di un ristorantino accogliente dove si possono gustare piatti della cucina locale, semplici ma deliziosi.
Ma il vero punto forte? L’accoglienza riservata ai nostri amici a quattro zampe! L’Hotel Gravas è super dog-friendly — anzi, è uno dei più attenti in assoluto che mi sia mai capitato di trovare. Al nostro arrivo, in camera ci attendeva un piccolo kit di benvenuto per il cane, completo di snack, coperte e accessori utili. E non è tutto: in cantina è disponibile un vero e proprio angolo toelettatura, perfetto per lavare il cane se si è sporcato durante le escursioni. Un servizio comodissimo, soprattutto dopo una giornata tra prati e sentieri.
In poche parole: se viaggiate con il vostro cane e cercate un posto autentico, accogliente e ben organizzato in Val Lumnezia, l’Hotel Gravas è una scelta perfetta.
Tornando alla nostra passeggiata, noi siamo partite da Vella in auto fino al posteggio.
In caso che vogliate fare quest’escursione senza l’utilizzo dell’auto, potete attingere all’AutoPostale da Vella a Vrin, Posta, in seguito utilizzare il BusAlpin Greina che circola da circa fine giugno a metà ottobre tutti i giorni, trovate gli orari a questo sito: Région Greina – été
Dopo l’escursione, per chi di voi torna in Hotel, al “nostro” posteggio c’è un bellissimo frigo con leccornie della regione.
Vi consiglio di separare le vostre cosine con un biglietto e scrivere che sarete di ritorno in serata, vanno a ruba i formaggini, la fondue di capra e altre prelibatezze!

Ma torniamo all’escursione, partiamo dal posteggio (link nella tabella ad inizio articolo), e siamo a Puzzatsch, una piccola località sopra Vrin raggiungibile in auto o con una breve corsa in bus navetta durante la stagione estiva. Da qui, il sentiero si snoda in un ambiente aperto e soleggiato, tra pascoli d’alta quota, pendii erbosi e piccoli ruscelli di montagna. Fin dai primi passi il panorama si apre sulla Val Lumnezia, regalando scorci incantevoli e una sensazione di pace assoluta.
Lungo il tragitto, con un po’ di fortuna, potresti avvistare marmotte, camosci e persino qualche stambecco, soprattutto nei tratti più rocciosi e tranquilli. Noi abbiamo incontrato qualche stambecco ed un self-service di sciroppo al sambuco ottimo:

Man mano che si sale, il paesaggio diventa sempre più alpino: la vegetazione si fa rada, le rocce dominano la scena, e l’orizzonte si amplia sulle vette circostanti. Dopo circa due ore e mezza di cammino, arriviamo al Passo Diesrut a quota 2’428m, il punto più alto di tutta l’escursione.
Posso dirvi che questa è la parte più lunga della giornata perchè dal Passo Dierut, ci vorranno solo 45 minuti ancora fino alla Capanna Terri.

⛰️ Dal Passo Diesrut alla Capanna Terri
Superato il Passo Diesrut, si apre davanti agli occhi uno spettacolo che lascia senza fiato: la vista sulla piana della Greina è qualcosa di profondamente suggestivo. Il paesaggio si trasforma all’improvviso in un ampio altopiano modellato da vento, acqua e tempo, con linee morbide, prati ondulati e un cielo che sembra ancora più vasto.

Il sentiero scende dolcemente tra rocce e pascoli, seguendo la morfologia naturale della conca. È in questo tratto che ci siamo imbattute in un’esperienza che ci ha lasciate scosse e toccate allo stesso tempo.
A poca distanza da noi si trovava un gregge di pecore, custodito da cani da pastore che, senza esitazione, ci hanno visto arrivare e hanno cominciato ad abbaiare, venendoci incontro a passo deciso. In quel momento, lo ammetto, ho avuto paura. È stato istintivo fare un passo indietro e cercare riparo dietro una grande roccia lì vicino. I cani ci osservavano, vigili, ma vedendo che non ci stavamo avvicinando, che i nostri cani erano al guinzaglio e tranquilli, e che noi restavamo ferme, hanno smesso di abbaiare e si sono lentamente allontanati.
Siamo rimaste lì, in silenzio per mezz’ora, a osservare il gregge muoversi lentamente nella piana. È stato un momento sospeso, carico di emozione, un po’ di tensione ma anche tanta meraviglia: sentirsi ospiti veri di un ambiente così autentico e selvaggio, dove è l’equilibrio della natura a dettare le regole.
Quando finalmente la via si è liberata, abbiamo ripreso a camminare con passo calmo, ancora un po’ scosse ma profondamente grate per quell’esperienza. Poco dopo, abbiamo attraversato il meraviglioso ponte sospeso sulla Greina, un passaggio che sembra collegare non solo due sponde, ma due mondi: quello della fatica e del rispetto per la montagna, e quello dell’incanto e della scoperta.
🏡 Arrivo alla Capanna Terri – un’accoglienza poco calorosa
Dopo la discesa dal Passo Diesrut e l’emozionante attraversamento del ponte sospeso sulla Greina, ci avvicinavamo finalmente alla Capanna Terri. Stanche ma felici, pensavamo che ci saremmo potute riposare un po’, rifocillarci e goderci l’atmosfera tipica di un rifugio alpino.
Purtroppo, però, l’accoglienza è stata tutt’altro che calorosa. C’era poca gente, non più di una decina di persone, ma nonostante questo ci è stato detto, piuttosto freddamente, di tenerci lontane dagli altri escursionisti a causa della presenza dei nostri cani — tutti al guinzaglio, tranquilli, abituati alla montagna. Nessuno sguardo curioso o parola gentile, solo una certa freddezza che, in un posto così remoto e silenzioso, si fa sentire ancora di più.
Ci siamo comunque accomodate in un angolino all’esterno e siamo andate a ordinare qualcosa da mangiare. Abbiamo scelto un piatto tipico: Maluns con composta di mele e formaggio, proposto al prezzo di CHF 22.–.
Un piatto semplice, che però ci ha lasciate un po’ spiazzate: forse per ignoranza nostra, non sapevamo che i Maluns grigionesi non fossero altro che una sorta di piccoli späzli saltati in padella, serviti con due cubetti di formaggio e un po’ di composta di mele. Nulla di particolarmente abbondante o speciale… e sinceramente, il prezzo ci è sembrato davvero esagerato.
Nonostante la bellezza incontestabile della Greina, la nostra esperienza alla Capanna Terri si è chiusa con una certa insoddisfazione.
Un vero peccato, perché il luogo è straordinario, ma l’atmosfera che abbiamo trovato non è stata all’altezza delle aspettative — o forse solo non all’altezza della bellezza che lo circonda.
🚶♀️ Il rientro – tra fatica, silenzi e piccole sorprese
Dopo la sosta, ci siamo rimesse in marcia seguendo lo stesso sentiero dell’andata. E se la discesa verso la Capanna Terri ci era sembrata dolce e fluida, la via del ritorno si è rivelata lunga, intensa e sinceramente faticosa.
Per tornare a Puzzatsch era infatti necessario affrontare ancora 350 metri di dislivello in salita, risalendo fino al Passo Diesrut, e da lì percorrere tutta la lunghissima Valle Diesrut fino all’auto. Ogni passo si faceva più pesante, i muscoli cominciavano a chiedere tregua, e il silenzio della valle – così bello all’andata – sembrava ora amplificare la stanchezza accumulata.
Per fortuna, non abbiamo più incontrato i cani da pastore, né il gregge. Solo un piccolo quadro bucolico e tenerissimo: un gruppo di caprette, custodite con dolcezza da una bambina di appena 5 o 6 anni, che cercava di richiamarle all’Alpe Diesrut per la mungitura serale. Ci siamo fermate un attimo a osservarla, sorridendo senza dire nulla: una scena che sembrava uscita da un altro tempo, così semplice e vera da sciogliere anche la fatica.
Arrivate finalmente all’auto, eravamo esauste. Davvero. Distrutte nel fisico, ma con il cuore pieno di immagini, emozioni e quella sensazione di aver vissuto qualcosa di vero, fuori dal tempo.

Al posteggio ci attendeva una piccola gioia: i nostri formaggi e la fondue acquistati al self-service e messi da parte con il nostro nome.
Poi via, dirette in hotel, dove ad aspettarci c’erano una doccia bollente e una cenetta all’aperto nel ristorante dell’Hotel Gravas: Capuns, piatti tipici della regione, e tanta soddisfazione, anche se un po’ velata da quella nota amara lasciata dalla Capanna.
Una giornata lunghissima, faticosa, piena… di quelle che si ricordano a lungo, soprattutto quando, nonostante tutto, hai la fortuna di condividerla con le persone (e i cani) giusti. Ah, ma io vi avevo detto che ero accompagnata da mia mamma? 😛 Forse me ne sono dimenticata!

Il mattino seguente, dopo una colazione rigenerante e il check-out dall’Hotel Gravas, abbiamo deciso di prendercela con calma e dedicare la giornata a qualcosa di più rilassante. Così ci siamo spostate nella valle opposta, verso una meta più tranquilla ma altrettanto affascinante: la zona del Zervreilasee.
Un luogo perfetto per distendere le gambe, godersi panorami incantevoli senza troppa fatica e chiudere il weekend con dolcezza.
Se ti incuriosisce scoprire com’è andata, ne parliamo in dettaglio in questo articolo:
👉 Zervreilasee – Una passeggiata rilassante tra lago e montagne
Grazie di cuore a chiunque abbia letto fino a qui, a chi ci ha accompagnato in questa lunga ma indimenticabile avventura, e a chi ha voglia di perdersi — e ritrovarsi — tra i sentieri spettacolari della nostra bellissima Svizzera.
Vi auguriamo tantissime e bellissime avventure,
con amore (per la natura),
Stephanie, Argo e Naìra. 🐾🌲⛰️
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Dobbiamo tornare !!!