Pizzo Erra

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Data dell’escursione 23.10.2021
TipologiaLineare
Tempistiche (senza pausa) circa 05h00
Lunghezza 15km
Dislivello +900m/-900m
Mezzi di trasportoQuest’escursione può essere fatta con i mezzi di trasporto solo arrivando fino ad Anzonico.
Sono da calcolare in più: 02h30, +570m/-570m e 5.3km.
PosteggioClicca qui per aprire Google Maps

Noi abbiamo lasciato l’automobile nei pressi del cartello escursionistico che indica i Monti di Angone.

Ma volendo potete continuare fino a qui: cliccami
Ma per arrivarci, consiglio una macchina non troppo nuova.
La strada è bellissima, sterrata, perfetta da percorrere ma appunto è una forestale.
BambiniIl nostro giro solo con ragazzi sopra i 13-14 anni, più piccoli personalmente trovo sia troppo lungo.

Se invece arrivate fino al Rifugio Erra (il secondo link “cliccami”) potete salire con bimbi dai 5 in su abituati a camminare su sentieri di montagna.
Acqual’Acqua non è presente sul percorso.
C’è un bacino per il contenimento dell’acqua sotto al Pizzo Erra, serve per abbeverare le pecore ma è spesso sporca e da inizio ottobre è ghiacciata.
Meglio portare acqua per tutti, umani e cani.
Informazioni utiliLa passeggiata non presenta particolari difficoltà.
Il Pizzo Erra è segnato con dei puntini rosa fin quasi sotto la cima e l’ultimo pezzo è da fare su sassi, ma niente di troppo esposto o pericoloso. Con un passo sicuro si arriva in cima tranquillamente, anche con bambini.

La montagna di ferro

A qualcuno di voi il Pizzo Erra dirà poco o nulla, altri invece non ci vogliono proprio andare perché tutti quei ripari valangari, muri a secco e reti protettive sono proprio brutti da vedere su una montagna, ed altri ancora vi andranno e non faranno caso alla “montagna di ferro”!

A chi non ci vuole andare, avete ragione… e anche no!
Io sono la prima che si rifiuta di salire sullo Scopi, sulla Cima delle Cicogne, Gesero e Pizzo Matro perché in cima si trovano antenne e installazioni militari a deturpare la natura ed il paesaggio.

Ma qui il motivo è ben altro!

Lo sapevate che nel 1667 si staccò una valanga che causò la distruzione di parte del villaggio di Anzonico e che persero la vita 88 persone?
Vi direte, sono passati ormai 354 anni da questo evento, ma la zona è soggetta a caduta di molta neve e altrettante valanghe, i primi ripari infatti sono datati 1896.

Nel frattempo sono stati costruiti altri ripari ed i lavori proseguono fino ad oggi, in quanto la montagna non desta abbastanza sicurezza:
Trovo che quindi il Pizzo Erra ed il Pizzo Alto montagne importanti, di cui aver paura e da visitare in assenza di neve.

(PS tutte queste informazioni le ho trovate sul sito www4.ti.ch)

Partiamo dai Monti di Angone, dove lasciamo l’automobile vicino al cartello sentieristico ad inizio monte.

Io ero un po’ tirata con i tempi, dovevo essere alle 14:30 a St’Anna in Val Pontirone per una doccia volante, lasciare i cani con Simone in cascina e poi scappare al lavoro a Pollegio.

Abbiamo quindi optato per percorrere la strada sterrata, senza avventurarci in sentieri e ritornare dallo stesso tragitto in modo da conoscere già le tempistiche!
Ogni tanto le mie passeggiate sono tutte dei calcoli matematici 😀

Tra una chiacchera e l’altra arriviamo all’altezza del Rifugio Pizzo Erra.
Il Rifugio è stato costruito per ospitare gli operai al lavoro, ma per urgenze si può chiamare il numero scritto vicino alla porta d’entrata e vi daranno un codice per aprire la porta, ma solo in caso di emergenze.

Siccome la zona non è particolarmente alettante e nemmeno il Rifugio, decidiamo di proseguire, seguendo i segni rosa che vedete dipinti sui sassi.
Seguiteli perchè vi porteranno a fare uno zigzag tra i ripari, indicandovi la via da percorrere.

Il sentiero si presenta privo di difficoltà, segnato e di facile percorrenza.

L’unica informazione che mi sento di scrivervi è che durante il periodo estivo e fino alla fine di ottobre, sono presenti pecore in zona e sono paurose.
Cani al guinzaglio!
Noi abbiamo visto scendere le ultime pecorelle con il pastore, ci siamo informate e ci ha comunicato che animali da reddito non erano più presenti in zona, le sue erano le ultime, mi sono quindi permessa di lasciare liberi i cani ad inizio sentiero.

Con qualche pausa per ammirare il paesaggio si arriva in cima in pochissimo tempo e la vista dal Pirro Erra è spettacolare!
Ci si dimentica facilmente dei ripari valangari e ci di dedica totalmente alla contemplazione del paesaggio a 360° che ci circonda.

L’ultimo strappetto per arrivare alla meta non è segnato dai puntini rosa ma è facilmente visibile il sentiero, non abbiate timore ad andare avanti e in caso tornare un pezzettino indietro se perdete la via.

Dalla cima ci vuole un momento di pausa ed ammirare le nostre bellissime montagne <3

Prima di tutto si nota il Matro, con la tua antenna e tutta la piana della Riviera,
girandoci verso Sud-Est abbiamo le vette più alte della Val Pontirone insieme a quelle della Val Malvaglia.
Ad est che ci guarda dritto in faccia la Cima del Simano, insieme alla Piancabella.
Quel che resta del ghiacciaio dell’Adula.
A Nord-Est la Via alta della Carassina ed i suoi 3’000m a salutarci.
A Nord invece la cresta che ci porta dritti dritti al Pizzo Molare.
Verso Nord-Ovest dal Pizzo del Sole fino al Pizzo Croslina, e ad Ovest dal Pizzo Forno al Madom Gröss e oltre.

Impagabile <3

Sulla Cima troveremo il Pupin in sasso e a fianco, una scultura che richiama una Croce di Vetta ma trovo ha più una forma di una persona che alza le braccia al cielo, molto particolare e affascinante.
Al suo interno troverete la gamella con il libro da firmare.

Ricordate di scrivere la data, non come la sottoscritta che s’impegna a scrivere ma la dimentica 😛

La scultura in ferro posta sulla cima è dello scultore Paolo Selmoni.
Ho trovato poche informazioni sul suo conto, un artista Momò un po’ misterioso 🙂

Nel frattempo, mentre Mara ed io eravamo impegnate a scattare fotografie, i suoi genitori ci chiamano e ci invitano a pranzo ad Anzonico.
Possiamo dir di no?

Impacchettiamo le nostre cose ed iniziamo a scendere.
La via del ritorno per noi è stata molto monotona, sullo stesso sentiero.
Ma se volete cambiare, potrete scendere fino all’Alpe dei Piai, andare verso la Cascina dei Piai e prendere il sentiero a zigzag che scende verso Suaggia.
Abbiamo incontrato il gruppo UTOE Bellinzona (che salutiamo) a salire e ci hanno detto che hanno percorso un sentiero a zigzag da Suaggia molto bello, ci fidiamo!

E con il bellissimo Pizzo Forno in veste autunnale vi saluto, augurandovi tantissime e bellissime escursioni dai colori autunnali <3

Alla prossima passeggiata,
Stephanie, Argo&Naìra

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Insieme ai miei due amati cani, giriamo il Canton Ticino e la Svizzera alla ricerca di bellissime avventure da vivere insieme e condividerle con voi.

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