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| Data dell’escursione | Ultima volta il l’8 maggio 2025 |
| Quando andare? | Tutto l’anno, è sempre fattibile. In estate prediligere il mattino presto o la sera tardi (con pila frontale) perché durante il giorno è molto caldo! |
| Difficoltà | Facile, non ci vuole chissà che preparazione ma ci sono dei punti dove il dislivello si fa sentire se non siete allenati. |
| Tempistiche (senza pausa) | 02h10min |
| Lunghezza | 5.6km |
| Dislivello | +420m/-420m |
| Copertura telefono | Nell’insieme molto buona: 5 su 5 Nel bosco in alcuni tratti la copertura scende a 1 su 5. |
| Mezzi di trasporto | Da Lugano stazione prendere il treno fino a Lugano-Paradiso. Dalla stazione FFS di Lugano-Paradiso prendere l’AutoPostale 434 in direzione di Carona, Paese e scendere a Carona, Ciona. |
| Posteggio | Clicca qui per aprire Google Maps Piazza di Ciona 1, 6914 Lugano |
| Bambini | Bambini dai 5-6 anni abituati a camminare possono fare questa passeggiata. Per tutti i bambini più piccoli oppure non abituati a camminare, vi consiglio di prendere la funicolare da Lugano-Paradiso e salire fino in vetta. |
| Cani | Adatta a cani di tutte le grandezze, sul percorso abbiamo visto 3 Yorkshire terrier super in forma e felici di zampettare in giro. Non ci sono limitazioni. È sempre consigliato valutare le capacità e l’età del proprio cane, secondo noi questa passeggiata è adatta a cani anziani che riescono ancora a camminare bene e cuccioli dai 7-8 mesi in avanti. |
| Acqua | Assente! Portare acqua a sufficienza per tutti. Vicino al ristorante c’è una ciotola con acqua per i cani, quando la funicolare è chiusa però, la ciotola è sempre vuota. |
| Informazioni utili | Per prezzi funicolare, orari, info ristorante Vetta e museo, andate sul sito ufficiale del Monte San Salvatore |
| Ristorante Vetta | Non abbiamo informazioni se accettano cani al loro interno, oppure se si mangia bene. Vi forniremo informazioni più avanti, quando ci capiterà di fermarci. |
Questa passeggiata è la mia scelta di ripiego quando non ho voglia di andare al Parco San Grato, ma ho voglia di una bellissima vista lago. Che sia primavera, autunno o perfino inverno, è sempre un’esperienza rigenerante. Mi piace moltissimo perché mi regala quella sensazione unica di osservare la frenesia della città di Lugano dall’alto, mentre io cammino in pace, immersa nella tranquillità del bosco. È una pausa autentica, dove posso ascoltare i suoni della natura, salutare qualche turista arrivato in vetta con la funicolare… e magari, sulla via del ritorno, concedermi una gazosa alla vista del lago da un’altra prospettiva.
Eh sì, perché oggi non vi porterò proprio sulla cima del Monte San Salvatore, ma piuttosto in un luogo che considero ancora più speciale: il Belvedere, il mio angolino preferito con vista ❤️

Da Ciona si parteeeeeeee
Parcheggio sempre nei comodi posteggi gratuiti che si trovano all’ingresso del paese. Ciona, una piccola e pittoresca frazione di Carona, ha un fascino tutto suo. Le sue viuzze, le case in pietra e i dettagli curati la rendono davvero incantevole. In primavera, alcune facciate si accendono di colori grazie a balconi fioriti che sembrano usciti da una cartolina: una vera gioia per gli occhi.
Attraverso il borgo a passo lento, lasciandomi ispirare dalla sua atmosfera raccolta, e proseguo sulla strada asfaltata che conduce al limitare del bosco, dove ha inizio la vera escursione.

Immersi nel bosco verso il Monte San Salvatore
Una volta entrati nel bosco, cambia tutto: il silenzio si fa profondo, i profumi di terra umida e legno bagnato riempiono l’aria. In questi giorni, le piogge sono state abbondanti, e il terreno lo dimostra. Questo tipo di bosco, ricco di dolomia, una roccia friabile e chiara, può diventare particolarmente scivoloso quando è bagnato. Fidatevi: non c’è scarpa tecnica che tenga, in certi punti si scivola comunque. Quindi… massima attenzione! Anche se il sentiero è semplice e ben tenuto, meglio essere prudenti.


Monte San Salvatore: il Pan di Zucchero del Ticino
Il Monte San Salvatore, che si erge a 912 metri sul livello del mare, è soprannominato affettuosamente “il Pan di Zucchero del Ticino”, per via della sua forma simile al celebre monte di Rio de Janeiro. E proprio come il suo cugino brasiliano, anche questo monte regala panorami spettacolari a 360°, che spaziano dal Lago di Lugano fino alle vette delle Alpi.
Curiosità storica: in tempi antichi si pensava che il San Salvatore fosse un vulcano inattivo, per via della sua forma conica. In realtà è una formazione rocciosa di origine sedimentaria, ma questo non toglie nulla al suo fascino quasi “mistico”.
E se volete divertirvi con l’immaginazione… provate a immaginare un Cristo Redentore in cima al monte ticinese. Dai, non sarebbe male per un fotomontaggio? 😉

Arrivo al ristorante… e oltre!
Dopo meno di un’ora di cammino tranquillo (con qualche sosta per fotografare fiori, il sentiero ed i cani 🐾), arrivo nei pressi del Ristorante Vetta San Salvatore. Qui c’è sempre una ciotola d’acqua per i cani, ed è una vera salvezza in assenza di ruscelli nei dintorni. C’è sempre stata da che io ricordi, e trovo sia un gesto davvero apprezzabile!
Oggi però tiriamo dritto: niente sosta, niente gazosa (anche se i profumini dalla cucina erano una tentazione!). Lasciamo i turisti diretti alla cima e, ad un certo punto, devio sulla sinistra, seguendo i cartelli dei Punti Panoramici: rosso, giallo, verde e blu. Il mio consiglio? Fateli tutti! Ogni punto regala una prospettiva diversa e meravigliosa del lago e delle montagne circostanti.
Alla ricerca del mio Belvedere ❤️
Per arrivare al punto panoramico Belvedere, seguite i segnali in direzione ferrata. Dovrete scendere un pochino, ma niente di complicato. Dopo 10-15 minuti dal primo punto panoramico, troverete sulla destra il cartello “Belvedere”: imboccate quel sentiero e… preparatevi a innamorarvi della vista.
È il mio punto preferito, quello dove mi fermo sempre un po’ più a lungo, in silenzio, ad ascoltare il vento, magari a fare due chiacchiere con chi si avventura sulla ferrata… oppure semplicemente a respirare.

La Ferrata del San Salvatore: per i più coraggiosi
Proprio nei pressi del Belvedere finisce la Ferrata del Monte San Salvatore, adatta agli escursionisti esperti. Si tratta di un percorso attrezzato con corde, gradini metallici e moschettoni, che richiede una buona preparazione fisica e attrezzatura da ferrata obbligatoria (casco, imbrago, kit da ferrata).
La ferrata parte dal versante sud-est del monte e si può affrontare in autonomia solo se si è esperti, altrimenti si consiglia di farsi accompagnare da una guida alpina certificata. È un’esperienza adrenalinica, ma non fa per me: io preferisco perdermi nei fiorellini e inciampare nei miei pensieri!

E per le famiglie?
Se stai pianificando una gita in famiglia sul Monte San Salvatore, non perdere il Percorso Naturalistico: un sentiero ad anello adatto a tutti, che si snoda sul crinale della vetta. Lungo il percorso, troverai pannelli illustrati in quattro lingue, realizzati dall’illustratrice Simona Meisser, che raccontano curiosità sulla flora, la fauna e la geologia del luogo in modo giocoso e interattivo. I bambini saranno entusiasti di seguire la mascotte Bafalòn in una divertente caccia al tesoro, mentre gli adulti potranno godere di panorami mozzafiato e scoprire le meraviglie della natura ticinese.
Il percorso è facilmente accessibile dalla vetta, vicino al Museo San Salvatore, e offre un’esperienza educativa e divertente per tutta la famiglia. Un’occasione perfetta per coniugare attività fisica, apprendimento e relax immersi nella natura.

Ritorno tranquillo… per questa volta!
Il ritorno lo faccio sullo stesso sentiero dell’andata. Oggi ero un po’ di fretta, quindi niente sosta al ristorante per la mia solita gazosa al mandarino. Ma prometto che la prossima volta testerò per voi il ristorante in vetta! Gli odori che uscivano dalla cucina erano davvero invitanti, una vera tortura per chi è di passaggio senza tempo (come me)!

E anche questa piccola avventura si conclude con il cuore pieno di bellezza e le gambe (moderatamente) stanche. Vi auguro mille belle escursioni con le vostre zampette, nasi curiosi all’aria e occhi pieni di meraviglia.
Alla prossima,
con affetto,
Stephanie, Argo e Naìra
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