Giübin 2’776m – Passo del San Gottardo

Siberian Husky, Giübin 2776m Passo del San Gottardo

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Data dell’ultima escursione26 agosto 2025
Quando andare?da luglio a metà/fine ottobre, neve permettendo
DifficoltàT2: una facile escursione di montagna, ben segnata e senza passaggi esposti, adatta a chi ha un minimo di allenamento e scarponcini ai piedi.
Tempistiche (senza pausa) 05h circa
Lunghezza15km circa
Dislivello +800m/-800m
Copertura telefono4 su 5 – buona
Mezzi di trasportoPossibile solo da fine giugno a metà ottobre circa:
Da Airolo Stazione FFS prendere l’AutoPostale 110 in direzione di Andermatt e scendere al Passo del San Gottardo.
PosteggioClicca qui per aprire Google Maps
Passo del S. Gottardo, 6780 Airolo
BambiniConsigliato a bambini abituati alla montagna, che hanno almeno 8 anni in su.
CaniAdatta a cani di tutte le grandezze.
Non ci sono limitazioni.
È sempre consigliato valutare le capacità e l’età del proprio cane, secondo noi questa passeggiata è adatta a cani anziani che riescono ancora a camminare bene e a lungo e cuccioli dall’anno in avanti.
AcquaNon presente, munirsi di acqua prima della partenza.
Informazioni utiliCon allerta canicola, prediligere una partenza presto alla mattina perchè non ci sono ripari dal caldo.

Alla conquista del Giübin

Avete presente quando vi mettete in testa una meta? Una cima, magari, con una vista a 360° senza smog, aria frizzante e quella voglia matta di salire sempre più in alto… anche se la temperatura scende. E se poi il tuo cane, dopo 9 anni e qualche acciacco, ha ancora un’energia da cucciolo? Beh, ecco: tutto questo ci ha portati sul Passo del San Gottardo, direzione Cima del Giübin.

E no, non è quella famosa con la struttura a forma di cuore (ci sono rimasta malissimo quando l’ho scoperto! Quella è sul Passo Sella ed è la Sella nel cuore.).

Partenza: dal Passo del San Gottardo

La partenza è stata mooolto tranquilla — diciamo che non avevamo fretta, e un po’ di sole non guastava. Alle 9 finalmente via, direzione Gottardo, sperando di non finire imbottigliati nel traffico. Arrivati al Lago della Sella, prima del divieto per le auto non autorizzate, troviamo uno spiazzo sterrato perfetto per lasciare la macchina. Appena scesi… BRRR, che freddo! Via a imbacuccarci e a partire a piedi.

Il Lago della Sella

Lungo la strada asfaltata verso il lago ci superano (e sorpassano) almeno dieci auto parcheggiate “alla faccia del divieto”. Noi preferiamo non farci troppe domande e proseguiamo oltre la diga: da lì comincia il vero sentiero.

All’inizio avremmo quasi ceduto alla tentazione di fermarci ai laghetti degli Ovi, ma l’orgoglio (il mio, ovviamente 😅) ci ha spinti a continuare. Più si sale, più il panorama si apre: laghetti visti dall’alto, mucche (per fortuna lontane dal percorso) e un sentiero davvero spettacolare.

La salita verso il Giübin

A metà strada, una cascina con guardiano speciale: un bellissimo Golden Retriever che da lontano avevamo scambiato per un Maremmano. Per sicurezza facciamo il giro largo, e lì sopra intravedo la famosa struttura a cuore. “Vedi? Non ti porto mica sempre a fare passeggiate toste!”, dico a Martino… peccato che il Giübin fosse molto più in alto e dall’altro lato. Gufata colossale.

Arrivo al Giübin

Io super carica, marito un po’ meno… ma indovinate chi la spunta? 😉

Ed eccoci in cima! La vista è pazzesca: Val Canaria, Unteralptal (Uri), Val Leventina, e perfino un assaggio del Lai da Curnera nei Grigioni. Quando dico che si vede tutto, intendo proprio tutto!

Dopo mille foto e uno spuntino di frutta (i panini li abbiamo riservati a dopo, visto il vento fastidioso), riprendiamo la via del ritorno. Saltiamo la deviazione verso il cuore — per il bene della coppia 😂 — e alla cascina del Golden scopriamo che è pure un ristoro casalingo! Questa volta niente sosta, preferiamo allungare un po’ facendo il giro del lago su un tratto pianeggiante e sterrato.

Il ritorno: giro completo del Lago della Sella

Alla diga ritroviamo la strada che ci porta all’auto e… colpo di fortuna! Al passo, il sole della partenza aveva lasciato posto a un nebbione che non avrei mai sopportato all’andata.

La passeggiata alla fine è stata sì impegnativa, ma direi “easy con brio”. Attenzione però all’ultimo tratto: meglio non smuovere sassi e restare prudenti (soprattutto con 8 zampe in giro!).

Noi e Lea la consigliamo assolutamente, ma ricordate: siete quasi a 3000 m, le nuvole arrivano in un lampo. Quindi prima di partire fate un check su MeteoSwiss… e poi via, pronti a godervi uno spettacolo unico! 🏔️🐾

Info pratiche

La gita al Giübin è davvero alla portata di molti. Si tratta di circa 15 chilometri totali con 800 metri di dislivello positivo: non un trekking da prendere alla leggera, quindi un minimo di allenamento è necessario, ma il sentiero è sempre ben segnato e non presenta difficoltà tecniche. Non ci sono tratti esposti e la salita è regolare, perciò è una meta ideale per chi vuole spingersi un po’ più in alto senza ansie da “scalata estrema”. Non ci sono fontane lungo il percorso, quindi è bene partire con una buona scorta d’acqua. Insomma, una camminata che regala grandi soddisfazioni con un impegno fisico gestibile.

Il Giübin è una cima che sorprende per la sua semplicità e per la vista mozzafiato che offre dall’alto. È il classico esempio di gita che non ti sfinisce, ma ti riempie gli occhi e il cuore. E per concludere in bellezza, c’è un piccolo consiglio pratico: al Passo del San Gottardo si possono gustare ottimi bratwurst (cari come il fuoco, ma ne vale la pena!). Dopo una giornata passata a camminare tra rocce, laghi e panorami, sedersi con un bratwurst fumante in mano è la ciliegina sulla torta.

Un’escursione da rifare, magari la prossima volta con gli stambecchi in posa per la foto!


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