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| Data dell’escursione | 21.10.2025 |
| Quando andare? | Per vedere i larici colorati ed un paesaggio autunnale: metà ottobre circa fino alla fine di ottobre. Consigliato in primavera e autunno, evitare l’estate. In inverno è meglio dirigersi verso il Rifugio Föisc. |
| Difficoltà | Difficoltà media, si necessità preparazione fisica. |
| Tempistiche (senza pausa) | 04h00 circa |
| Lunghezza | 11.5km |
| Dislivello | +760m/-760m |
| Copertura telefono | Zona Ritom presente, da Pian Töi all’Alpe di lago: minima, quasi assente. |
| Mezzi di trasporto | TRENO -> FUNICOLARE fattibile solo da giugno a ottobre Prima tappa: raggiungi la Leventina tramite la rete ferroviaria (FFS / SOB) fino alla stazione di Piotta / Ambrì-Piotta. Da lì, esci alla fermata dell’AutoPostale e prendi la linea B120 direzione Airolo, Stazione e scendi a “Piotta, FuPosta” e prosegui a piedi pochi minuti (circa 15 minuti) verso la stazione di partenza della funicolare. Poi prendi la funicolare Piotta → Piora / Ritom. Il viaggio dura circa 12 minuti. |
| Posteggio | Clicca qui per aprire Google Maps Lago Ritom, 6776 Quinto POSTEGGIO A PAGAMENTO: per 3h, CHF 5.- / tutto il giorno CHF 10.- pagabile tramite contanti, carta, parkpay & Twint |
| Bambini | Un po’ noiosetta con i bambini, ma se proprio volete andarci, solo dai 12 anni in su circa abituati a camminare. |
| Cani | Adatta a cani di tutte le grandezze. Non ci sono limitazioni. È sempre consigliato valutare le capacità e l’età del proprio cane, secondo noi questa passeggiata è adatta a cani anziani che riescono ancora a camminare MOLTO BENE e cuccioli dall’anno in su. |
| Acqua | Non presente sul percorso, nemmeno per i cani (al Laghetto l’acqua è stagnante). Portare acqua per tutti. |
| Informazioni utili | Il periodo dell’alpeggio nella zona dura circa 70 giorni in estate, da fine giugno a metà settembre. In questo periodo a bordo sentiero e all’Alpe di lago troverete mucche e cavalli. |
La nostra caccia ai larici d’autunno
Ogni anno io e Arianna abbiamo una missione: trovare nuovi larici infuocati da ammirare in autunno.
È la nostra tradizione: scoprire nuovi sentieri, nuovi panorami e nuovi luoghi indimenticabili in Ticino (e, ogni tanto, anche oltre).
Questa volta abbiamo deciso di tornare alla diga del Ritom, ma con una piccola deviazione d’avventura: volevamo esplorare un sentiero nuovo che passasse dalla mitica Cascina dei Larici — e beh, con un nome così, i larici non potevano mancare!
Il periodo era perfetto, quindi… sott a cü biott, si parte!

L’illusione della passeggiata tranquilla
Come ogni brava organizzatrice, su Svizzera Mobile ho controllato solo l’andata: 6 km per 500 metri di dislivello.
Perfetto per una “passeggiata rilassata”, no?
Cercavo qualcosa di leggero dopo 3 mesi e mezzo di stop (o meglio, di lavoro in Capanna Cava).
Ehm… diciamo che non è andata proprio come previsto, ma ve lo racconto passo dopo passo.
Si parte subito con una bella salita, ma i colori promettono bene: tutto giallo, caldo e luminoso.
La Val Piora non delude mai — e questo nuovo sentiero ci incuriosiva parecchio.

La pineta misteriosa e i rumori nel bosco
A un certo punto cambia tutto: il bosco diventa fitto, scuro, silenzioso.
Un’atmosfera da film di montagna.
Da destra e sinistra si sentono fruscii, zampette e versi sommessi.
Non sappiamo chi ci osservasse — camosci? cervi? caprioli? cinghiali? — ma la presenza era forte.
I cani, con il naso all’insù e le orecchie dritte, confermano che non eravamo sole. 👀
🐕🦺 Consiglio pratico: in queste zone è bene tenere i cani sempre al guinzaglio, soprattutto in autunno, quando la fauna selvatica è molto attiva.
Pian Töi e la deviazione imprevista
Arrivate a Pian Töi, la magia è totale: larici dorati, nebbia leggera e una luce calda da fotografare in ogni direzione.
Ovviamente ci perdiamo un po’… a fare foto.
E a forza di perderci — perdiamo pure il sentiero!
Invece di andare verso il Pian dei Sciüch, finiamo per salire verso la Bocchetta di Föisc.
Errore? Forse. Ma ne è valsa la pena: la piana sotto la bocchetta è un’esplosione di colori autunnali e silenzio assoluto.

Verso il Passo di Lago: la vera scarpinata
Torniamo sui nostri passi e seguiamo un sentiero non ufficiale verso il Passo di Lago.
E qui inizia la parte “divertente”: ripido, sconnesso e pure franato in diversi punti.
Probabilmente a causa delle forti piogge del 2024, quando la Val Canaria aveva causato danni importanti.
Insomma, un tratto da affrontare con calma e scarponi buoni, ma lo scenario vale la fatica.

Il Laghetto dell’Alpe di Lago
Dopo tanta salita, arriviamo al Laghetto dell’Alpe, affamate e soddisfatte.
Prima l’aperò (ovviamente), poi un pranzetto vista acqua e infine la sessione fotografica di rito.
Ammetto che mi aspettavo qualcosa di più simile ai laghi Ritom, Cadagno o Tom — con quei colori che ti fanno gridare “wow!”.
Invece il laghetto era più verde scuro, discreto, un po’ timido.
Carino, sì, ma non proprio il più instagrammabile del Ticino.
Comunque ci siamo impegnate a renderlo fotogenico… chissà se ci siamo riuscite? 😄




Il ritorno (con prudenza e rispetto)
Per il ritorno scegliamo la stessa via.
La zona della Bocchetta di Camoghè era innevata e non sapevamo le condizioni verso il Tom.
Meglio non rischiare: con i cani al guinzaglio e la selvaggina nei dintorni, la prudenza era la scelta giusta.
Il ritorno scorre tranquillo, tra chiacchiere, battute e qualche “ahia” di fatica.

Stanche, felici e con 300 metri in più
Il sole si è fatto vedere solo a tratti, ma la giornata è stata bellissima.
Abbiamo fatto 300 metri di dislivello in più del previsto (ops!), ma ne è valsa la pena.
Un po’ provate, sì, ma felici e rigenerate.
La Val Piora ci ha regalato ancora una volta un pezzo di magia autunnale — larici dorati, aria fresca, natura viva e tante risate.
Alla prossima escursione, amici,
e grazie per seguirci su 8zampeontheroad 🐾
Un abbraccio,
Stephanie, Arianna, Argo, Naìra e Lea

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