I Rodond (2’829m), San Bernardino (GR)

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Data dell’escursione04.08.2022
DifficoltàT3 da San Bernardino fino all’Alp da Confin.
T4- dall’Alp da Confin a I Rodond.
Tempistiche (senza pausa)circa 05h00min
Lunghezzaca. 11km
Dislivello+1’230m / -1’230m
Copertura telefonoFino al Confin Basso 4 su 5.
dal Confin Basso in su 2 su 5 fino a quasi una copertura nulla.
Mezzi di trasportoLa fermata dell’AutoPostale più vicina è San Bernardino, Villaggio e vi arriva l’Autopostale nr. 171 Coira – Bellinzona.
Da metà giugno a metà ottobre potrete utilizzare in aggiunta la linea 541 che parte da Bellinzona fino a Thusis (la linea che passa dal Passo del San Bernardino per intenderci).
PosteggioClicca qui per aprire GoogleMaps

Non c’è indirizzo, il posteggio si trova dietro i vecchi impianti sciistici di S. Bernardino.
BambiniQuest’escursione non è consigliata ai bambini, ma solo a ragazzi dai 14 anni in su abituati alla montagna.
AcquaPer i cani acqua a sufficienza fino all’Alp Confin.
Per noi invece non ci sono fontane sul percorso, è da prevedere acqua per tutti.
Informazioni utiliDal Pass dei Omenitt fino a I Rodond la via è composta da sassi piccoli e massi grandi, inoltre vi sono alcune parti esposte. Consigliato solo a chi ha un passo sicuro, non ha troppe vertigini e non ha problemi alle ginocchia.
Sconsiglio questo giro a cani piccoli in quanto poco prima di arrivare alla cima, i massi sono enormi con dei buchi di quasi 2m. Inoltre cani con un predatorio forte sono da tenere al guinzaglio, sono presenti pecore, mucche Highlander, yak e animali selvatici come stambecchi, marmotte e volatili tra cui il grifone.

Era da tempo che avrei voluto vedere la vista dalla cima I Rodond.
Il nostro amico Sergio una volta mi disse che è la vista più bella sulla Val Calanca in quanto la si poteva vedere quasi interamente e da quel momento la misi il lista per l’estate 2022.

Premetto che non sono una persona che deve per forza raggiungere una cima!
Non amo fare a gara su chi sale sulla montagna più alta o complicata con i propri cani e non amo nemmeno portare Argo e Naìra in luoghi dove potrei metterli in pericolo. Ogni tanto però, se la vista è appagante e non è troppo impegnativo per loro, mi concedo anche una scarpinata su in alto tra le nuvole ☁️.

E su questo punto vorrei fare una piccola parentesi:
trovo da egoisti portare il cane a fare escursioni dove non c’è un filo d’ombra oppure dove non siano presenti ruscelli, fontane o acqua in generale, dove in piena estate ci sono solo sassi ed il cane non possa trovare riparo dal sole oppure nemmeno un filo d’erba fresca.
Avete in mente la storia dell’asfalto rovente in estate? Ma lo sapete che questo discorso vale anche per la montagna quando portate il vostro cane su cime fatte di soli sassi?

Detto questo, Simone ed io abbiamo scelto una giornata semi nuvolosa per partire all’avventura: poco sole, tanta acqua per i nostri amati cani e solo l’ultimo pezzo all’insegna di sassi ma avevamo previsto 5L d’acqua tra cui 1.5L solo per bagnare la loro testa in caso di necessità.


S. Bernardino – Confin Basso

Ho passato tanti inverni a San Bernardino con la mia tavola da snowboard.
Quando ancora non avevo la patente, S. Bernardino era il luogo più accessibile con i mezzi pubblici ed anche il più veloce ed il meno costoso. Adoravo l’atmosfera che si creava in paese, sulle piste e sull’AutoPostale all’ora di rientrare a casa.
Per me andare a S. Bernardino voleva dire: sveglia presto, salire sulla mia tavola da snowboard fino allo sfinimento, pranzare e rilassarmi al sole finché giungeva l’ora dell’ultima pista, bere qualcosa in paese e tornare a casa con uno degli ultimi AutoPostali.

Questa volta però a S. Bernardino ci andiamo in estate, l’effetto che mi fa arrivare ai posteggi della funivia è strano. Fa caldo, posteggi semi vuoti e nessuna frenesia per andare a comprare le risalite.

Lasciamo l’automobile nel grande piazzale dietro gli impianti e prendiamo un piccolo sentiero poco visibile sulla sinistra.

Questo sentiero non è ufficiale ed è segnato su Svizzera Mobile (o Swiss Topo) con dei trattini.
È comunque semplice e facile da vedere e da seguire. In caso però che lo perdiate, prendete come punto di riferimento i fili della funivia.

Dopo circa 50 minuti arriverete a Confin Basso, dove dovrete superare l’arrivo della funivia e dirigersi verso la casetta dietro, dove ai tempi c’era la partenza dell’ancora più lunga e odiosa del comprensorio (chi se la ricorda?).


Da Confin Basso all’Alp de Confin

Arrivati a questo punto, seguiremo le indicazioni che ci portano a sinistra verso il passo del S. Bernardino, ma solo per un breve tratto (poco più di 500m) in quanto continueremo a salire e all’altezza del cartello della segnaletica gialla, andremo a sinistra.

La vedete questa casettina bellissima?
Ora, concentratevi e memorizzatela perché da questo momento in avanti lasceremo il sentiero ufficiale!

Pronti per l’avventura?


La salita a I Rodond

Qui diventa complicato spiegarvi i punti di riferimento!
Sicuramente dalla casetta in legno, dovrete salire costeggiando il ruscello per poi raggiungere il punto sulla mappa 2384, in seguito passerete dal punto 2431 per poi arrivare al punto 2504, alla fine della lunga ancora che abbiamo visto a Confin Basso.

La vegetazione e la conformazione del terreno permettono di camminare tranquillamente anche fuori sentiero, non ci siamo mai sentiti a disagio oppure in punti difficoltosi, dovrete solamente calcolare che il passo diventerà più lento in quanto sarete “into the wild”.

Arrivati al punto 2504 abbiamo cercato di analizzare la nostra salita.

Sul sito dei nostri amici virtuali di ARIAFINA, abbiamo trovato questa loro mappa Svizzera Mobile che indica un percorso diverso dal nostro.
Infatti, Alessandra e Mauro sono arrivati dal Pass dei Omenitt per poi costeggiare la cresta fino alla cima.

Noi non ce la siamo sentiti!

Abbiamo deciso di saltare il Pass dei Omenitt, quella roccia non ci convinceva molto da attraversare con cani ed abbiamo preferito passare per la pietraia e sbucare proprio sotto quel punto che a noi sembrava critico.
Infatti scopriamo dopo che se si vuole passare dal Pass dei Omenitt, si può evitare il blocco di rocce sulla destra, passando dal sentiero delle pecore il quale però è esposto.

Noi decidiamo di spostarci sulla sinistra e percorrere una pietraia ai piedi della cresta. Arriverete in breve tempo su una traccia di sentiero. Altri non è che il sentiero delle pecore.

Che il divertimento abbia inizio 😀

Ci troviamo sulla cresta e vediamo due ometti da raggiungere, un primo ometto più grande e quello della cima.
La vista a tratti si apre e si chiude, le nuvole ci fanno compagnia danzando tra la Val Mesolcina e la Val Calanca.
Non sappiamo bene se saremmo dovuti tornare indietro in caso di maltempo o troppa nebbia e rizziamo le antenne sul cielo in continua mutazione.

La mia sensazione personale era comunque positiva, anche se siamo partiti con le gambe pesanti ed il fiato corto sin da inizio giornata.

Io sono più lenta di Simone, mi perdo in fotografie, ammirazione del paesaggio e controllare che i cani stiano bene!
Sarà per questo che non sono una persona da sentieri troppo complicati, la mia concentrazione va a scemare quando è veramente richiesta.

Infatti se il primo tratto di percorso è molto semplice, man mano che ci si alza le rocce diventano sempre più detritiche e in alcuni casi ci troviamo a scavalcare grandi placche, comunque abbastanza stabili.

Mi giro un paio di volte indietro per verificare la meteo ed il percorso già fatto.

La vista è spettacolare anche se in parte coperta.
Notiamo dei grandi rapaci sopra la nostra testa, sette in totale, che gironzolano in cerca di chissà cosa o chissà quale corrente.
Ad un certo punto sentiamo un masso cadere, chiamo subito i cani al mio cospetto e presi al guinzaglio attendiamo di capire cosa stesse succedendo.
Argo e Naìra avevano già puntato uno stambecco proprio di fianco a noi, cosa che invece io non sono riuscita a vedere ma Simone si, confermandomi che era proprio un bel maschio con corna immense.
Peccato non averlo visto!

Questo piccolo imprevisto però mi porta a tenere i cani al guinzaglio dal primo omino di pietra fino alla cima, GRANDE ERRORE!
Fortunatamente Argo e Naìra rispondono bene ai comandi STOP, AVANTI, SU, perché vi ritroverete in un’ultima pietraia con voragini di quasi 2m sotto di voi. Nulla di troppo pericoloso per noi umani ma se un cane dovesse rimanerci incastrato sarebbe difficile da recuperare.

Avevamo una concentrazione in testa tale da non riuscire nemmeno a pensare dove avremmo pranzato (importantissimo).
Arriviamo finalmente alla cima, un pochino stremati per l’ultimo tratto e rattristati dalla nebbia che ci ha sommerso in un batter d’occhio.

La vista si copre definitivamente, non riusciamo a vedere la bellissima Val Calanca.
Che peccato!
Però qualche stambecco fa capolino in lontananza, almeno da rallegrarci la sosta in cima.

Una mela, qualche noce e le nostre amate fotografie (nella nebbia) ed è ora di scendere, per non rischiare di prendere la pioggia che teoricamente è prevista solo nel tardo pomeriggio.

LAGH DE STABI

In qualche fotografia avete notato un bellissimo laghetto color turchese-smeraldo.
Questo laghetto è ben visibile salendo a I Rodond e si chiama Lagh da Stabi.
Per raggiungerlo, la via più “semplice” è da fare scendendo il Pass dei Omenitt, se invece vorreste arrivarci dalla Val Calanca, arriverete fino a Valbella ma.. la via è lunga e faticosa, soprattutto perché dovrete ritornare dallo stesso sentiero per riprendere l’automobile.
Un laghetto meraviglioso che si lascia desiderare!

Purtroppo non ho trovato molte informazioni su Google ma vi lascio volentieri qualche fotografia dall’alto.


SI TORNA A VALLE

La discesa la facciamo dallo stesso tracciato fino alla bocchetta al punto geografico 2684.
Da lì scendiamo un tratto sul sentiero delle pecore fatto in precedenza, ma siccome avevo poca voglia di camminare ancora su massi, ho deciso di tagliare sull’erba e puntare dritta verso la pozza che vedete in cartina.

Appena arrivati ad Alp di Confin, cerchiamo un posto dove mangiare il nostro panino prima di scendere a valle.
Il cielo stava diventando nero sopra le nostre teste ed era meglio sbrigarsi!

Sulla nostra via troviamo due carcasse di pecore già in fase di decomposizione. Argo e Naìra decidono che è ora di uno spuntino e noi ci sediamo poco più avanti (giusto per non sentire la puzza).
Ai nostri cane piace mangiare ossa e animali morti ed io glielo lascio fare ma sempre sotto la mia supervisione. Loro capiscono che io non voglio portargli via nulla e nel frattempo non scappano con la preda in bocca.

Infatti, solo dopo scopriamo che i rapaci che volavano sopra le nostre teste erano Grifoni e che avrebbero voluto finire di fare il loro spuntino in pace. Chiamo Argo e Naìra e ci avviamo verso il Confin Basso.

È stata una giornata spettacolare, ci è dispiaciuto molto non poter vedere il panorama, ma stare insieme è la cosa più bella che ci sia!

È molto difficile spiegare un sentiero o una passeggiata dove non è presente alcuna traccia, se però avete bisogno di più informazioni, scrivete nei commenti che vi risponderò molto volentieri!

E con un bel bagno al fiume per i cani, finiamo la nostra giornata!

Ciao amici,
a prestissimo con un’altra avventura targata 8zampeontheroad <3

P.S. ci farebbe piacere sapere la vostra opinione con un commento qui in basso sul nostro sito, oppure una recensione su Facebook.
Ci fareste molto felici!

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Insieme ai miei due amati cani, giriamo il Canton Ticino e la Svizzera alla ricerca di bellissime avventure da vivere insieme e condividerle con voi.

Un pensiero riguardo “I Rodond (2’829m), San Bernardino (GR)

  1. Grazie per la vostra descrizione di questa escursione. Anche da Milano San Bernardino e la Calanca sono facilmente raggiungibili, e io amo molto sgambettare da quelle parti

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